L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 15 giugno 2015

a Renzi i diritti sociali non interessano per questo manda pizzini alla Corte Costituzionale

Riforma pensioni e scuola: Rodotà attacca Renzi, ultime novità e polemiche

Il giurista, già 'candidato' al Quirinale, sul premier dice: 'per nulla attento alla società, anzi la scompone'.

Il premier è "per nulla attento alla società", questo l'attacco che arriva oggi da Matteo Renzi da Stefano Rodotà. Il giurista, già "candidato" al Quirinale, non usa mezzi termini sul presidente del consiglio e segretario del Pd. E critica l'atteggiamento assunto alla riforma della scuola e delle pensioni. Secondo Rodotà, Renzi cerca di "scomporre la società, come se fosse fatta - ha detto il giurista oggi nel corso della sua lectio magistralis tenuta alle giornate del lavoro organizzate dalla Cgil a Firenze, la città del premier - da entità distinte".

Riforma pensioni e ddl Buona Scuola, Rodotà attacca Renzi

Rodotà critica i mancati confronti con le parti sociali sulla riforma scuola e sulla riforma pensioni 2015 così come quella che lui definisce la "logica plebiscitaria della comunicazione diretta", facendo riferimento alle slides o alle lavagna con il gessetto. Un tipo di comunicazione sintomo del fatto che il premier, secondo Rodotà, "considera gli italiani degli scolaretti". "Renzi ha detto che di riforma - ha aggiunto il giurista parlando del ddl Buona Scuola - non parlerà con i sindacati e con i partiti, ma con i professori e con gli studenti. Ma questo - ha sottolineato Stefano Rodotà - è diverso da quanto previsto dalla stessa Costituzione italiana". Il giurista ha sottolineato, infatti, che la carta costituzionale assegna a partiti e organizzazioni sindacali un ruolo importante in cui, in parte, "si riconosce la società".

Il giurista: 'Renzi scompone la società e comunica da plebiscito'


Rodotà ha toccato anche il capitolo della riforma pensioni partendo dalla sentenza della Corte Costituzionale sulla legge Fornero e dal successivo decreto del Governo Renzi, ora in via di conversione in legge, per correre ai ripari sulla reindicizzazione dei trattamenti previdenziali del 2012 e del 2013. Secondo Rodotà si tratta di una decisione che afferma ancora una volta "i diritti sociali non sono disponibili per il legislatore, anche quando - ha spiegato l'esperto di sistemi giuridici - si assiste al paradosso che violazioni così grosse possono comunque passare, magari - ha evidenziato criticando l'atteggiamento dell'esecutivo - con un 'pizzino' in cui si avverte la Corte costituzionale che rivedere una determinata legge può avere costi elevati".

http://it.blastingnews.com/lavoro/2015/06/riforma-pensioni-e-scuola-rodota-attacca-renzi-ultime-novita-e-polemiche-00439143.html

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