L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 11 giugno 2015

ancora su Bilderberg 2015


Summit Bilderberg, ci saranno Monti e la Gruber

10/06/2015 22 ore fa - Luigi Perfetti


Domani i grandi potenti “massoni” del mondo si incontreranno, come ogni anno, al summit di Bilderberg, in Austria. Per l’Italia saranno presenti l’ex premier Mario Monti e l’ex Ceo di Telecom Italia Franco Bernabé, che siede nel comitato direttivo dell’associazione corporativista. E Lilli Gruber. Saranno loro a decidere le sorti del mondo, in materia economica e politica? Andiamo bene…

 gruber monti-2

Come sempre, i dibattiti in corso durante il vertice – che si svolgerà dall’11 al 14 giugno a Telfs-Buchen – saranno circondati da un alone di mistero alimentando così la fantasia dei cospiratori.
La presenza di Lilli Gruber, giornalista e conduttrice televisiva, permette di ritornare su una delicata questione di “opportunità”, mai adeguatamente chiarita, sorta con la partecipazione di un’altra giornalista, Monica Maggioni – direttrice di Rai News – che nel 2014 prese parte al cosiddetto “club dei potenti”.
Dal 1954 le riunioni del Bilderberg si tengono a porte chiuse, blindate, e la stampa non può accedervi. Dunque che ci fa una giornalista tra gli invitati? Ricordiamo che all’incontro prendono parte circa 150 persone tra le più influenti del mondo: esponenti della finanza internazionale, top manager di multinazionali, leader politici. Su quanto viene detto e deciso vige il massimo riserbo.
La presenza della Maggioni fece insorgere il Movimento 5 Stelle con un’interrogazione da parte di Roberto Fico, presidente della commissione di Vigilanza della RAI, che si chiedeva appunto se fosse opportuno la presenza di un giornalista del servizio pubblico all’evento.
Il paradosso, come sottolineava Fico, è che se un giornalista invitato a una riunione di questo tipo, non può successivamente riportare nulla. Ma la RAI, ovviamente, glissò affermando che la Maggioni vi prese parte “a titolo personale”, salvo poi sottolineare che la sua presenza al Bilderberg fosse comunque un “vanto” per l’azienda.
Dopo la Maggioni, la Gruber. E noi qui a morire di invidia e di curiosità.
Quello che è dato sapere a noi comuni mortali è che si parlerà di intelligenza artificiale, di sicurezza informatica, di armi chimiche, di Grecia e crisi economiche, di strategia europea, globalizzazione, Iran, Medioriente, Nato, Russia, terrorismo, Regno Unito (con il referendum sull’appartenenza all’Ue) ed elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Insomma ce n’è per tutti i gusti.
Tra gli italiani sono stati confermati anche il presidente di Fiat John Elkann. Ci sarà anche Gianfelice Rocca, presidente del gruppo industriale Techint.
Tante le personalità europee di spicco: il primo ministro olandese Mark Rutte, il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, il presidente austriaco Heinz Fischer, il premier finlandese Alexander Stubb e l’ex presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso.
Tra i manager delle principali imprese e banche internazionali ci saranno Michael O’Leary di Ryanair, Ana Botin di Santander, il chairman di Goldman Sachs Peter Sutherland, Paul Achleitner, presidente del CdA di supervisione di Deutsche Bank, Erich Hampel di Unicredit Austria. Tra i banchieri centrali ci sarà Benoit Coeuré.
Non mancheranno nemmeno reali ed ex politici Usa, come l’ex regina Beatrice d’Olanda – figlia di uno dei promotori del gruppo fondato nel 1954, il principe Bernhard van Lippe-Biesterfeld – e Henry Kissinger.

http://www.lultimaribattuta.it/27647_summit-di-bilderberg-ci-saranno-monti-e-la-gruber 

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