L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 9 giugno 2015

Bilderberg 2015

Futuro Grecia lo decide Bilderberg. Tornano Monti e Bernabé

Confermati anche Lilli Gruber e John Elkan. Tra i nomi a sopresa Gianfelice Rocca, presidente Techint, che ha partecipato anche due anni fa.
Tra i nomi a sopresa Gianfelice Rocca, presidente del gruppo industriale italo argentino Techint, che ha partecipato anche due anni fa.
Tra i nomi a sopresa Gianfelice Rocca, presidente del gruppo industriale italo argentino Techint, che ha partecipato anche due anni fa.

NEW YORK (WSI) - Come l'assemblea dei rabbini capi al vecchio cimitero di Praga del sesto romanzo di Umberto Eco, i grandi potenti "massoni" del mondo si riuniscono ogni anno al summit di Bilderberg. Si dice per decidere le sorti del mondo, in materia economica e politica.

Nel vertice che si terrà tra pochi giorni in Austria torneranno a farsi vedere l'ex premier Mario Monti e l'ex Ceo di Telecom Italia Franco Bernabé, che siede nel comitato direttivo dell’associazione corporativista.

A rendere misteriosi i dibattiti in corso durante il vertice, che si terrà a Telfs-Buchen dall'11 al 14 giugno, contribuirà come al solito il fatto che avverranno a porte blindate, nel più assoluto riserbo.

Si sa però che si parlerà di intelligenza artificiale, di sicurezza informatica, di armi chimiche, di Grecia e crisi economiche, di strategia europea, globalizzazione, Iran, Medioriente, Nato, Russia, terrorismo, Regno Unito - con il referendum sull'appartenenza all'Ue che potrebbe essere indetto già l'anno prossimo - ed elezioni presidenziali negli Stati Uniti.

Sempre tra gli italiani sono stati confermati la giornalista e conduttrice televisiva Lilli Gruber, che aveva esordito nel 2013, e il presidente di Fiat John Elkann, matricola l'anno prima.

Gianfelice Rocca, presidente del gruppo industriale Techint, è il nome un po' a sorpresa, anche se aveva già preso parte due anni fa.

Assente l'ormai centenario David Rockfeller, banchiere statunitense di origini ebree.

La legione europea è ben rappresentata. Tante infatti le personalità di spicco, come il primo ministro olandese Mark Rutte, il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, il presidente austriaco Heinz Fischer, il premier finlandese Alexander Stubb e l'ex presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso.

Tra i manager delle principali imprese e banche internazionali saltano all'occhio i nomi di Michael O’Leary di Ryanair, Ana Botin di Santander, il chairman di Goldman Sachs Peter Sutherland, Paul Achleitner, presidente del CdA di supervisione di Deutsche Bank, Erich Hampel di Unicredit Austria. Tra i banchieri centrali ci sarà Benoit Coeuré.

Non mancheranno nemmeno reali ed ex politici Usa, come l’ex regina Beatrice d’Olanda - figlia di uno dei promotori del gruppo fondato nel 1954, il principe Bernhard van Lippe-Biesterfeld - e Henry Kissinger.
(DaC)

Fonte: Gruppo Bilderberg

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