L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 17 giugno 2015

Energia pulita, il governo pagliaccio del corrotto Pd senza strategie

Eolico off-shore: in Italia 15 progetti fermi

Nel nostro Paese ci sarebbero regole poco chiare.
di Cristiana Tomei | @CriTomei |
Eolico off-shore
Poche speranze per i progetti di eolico off-shore, a largo delle coste italiane. Quindici i progetti di impianti presentati in questi anni e sono tutti fermi, nonostante esistano forti potenzialità di valorizzazione dell’energia del vento, stimate dall’Anev – Associazione nazionale energia del vento in circa 2.500 Mw capaci di soddisfare i fabbisogni elettrici di 1,9 milioni di famiglie.

Il Piano di azione nazionale sulla promozione delle fonti rinnovabili prevedeva per gli impianti eolici off-shore un obiettivo crescente dai 100 Mw che si sarebbero dovuti installare nel 2013 fino ad arrivare a 680 Mw nel 2020. Legambiente ha raccolto in un dossier le storie di questi 15 progetti, presentati tra il 2006 e il 2013. Ma nessuno è stato realizzato o in cantiere.

In Italia per gli impianti off-shore vige l’incertezza normativa, contrariamente a quanto avviene in Francia, Spagna e Germania, che si sono dotati di procedure chiare e trasparenti per la gestione dei progetti.

Le Soprintendenze, in assenza di regole chiare, hanno bocciato progetti posizionati a diversi chilometri dalla costa. Per motivi estetici e senza che vi siano riferimenti di alcun tipo da seguire nell’analisi dei progetti. Adesso l’ultima parola spetta al Consiglio dei ministri.

Legambiente chiede allora all’esecutivo di scegliere una strada che premi l’innovazione e la tutela ambientale, puntando sullo sviluppo dell’eolico off-shore attraverso procedure efficaci. Nel 2014 il contributo delle fonti rinnovabili è stato pari al 38% dei consumi complessivi, attraverso un mix di fonti diverse e un sistema sempre più distribuito.

Il governo – fa sapere Legambienteavrebbe tutto l’interesse a dare un segnale positivo per questo tipo di impianti visto il crollo delle installazioni dell’eolico a terra nel 2014 dopo il taglio degli incentivi (107 Mw installati a fronte di una media di 800 negli anni passati) e la crescita che questi impianti stanno avendo a livello europeo, con oltre 8mila Mw installati in 11 Paesi’.

http://www.key4biz.it/eolico-off-shore-in-italia-15-progetti-fermi/123093/

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