L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 20 giugno 2015

Fronte Unico per uscire fuori dal Progetto Criminale dell'Euro che vuole deindustrializzarci completamente

19/06/2015

L'INTERVENTO

Il patto segreto Salvini-Grillo

di Luigi Bisignani


Prende corpo un nuovo soggetto politico che può sparigliare il quadro, l’alleanza tra la Lega Nord e il Movimento 5 Stelle. Un progetto che nasce dal basso e non, per intenderci, di Salvini e Grillo, ma tra quei parlamentari della Lega e del M5S che stanno raggiungendo significative convergenze di programma nel Parlamento italiano ed in quello Europeo e che si sentono pronti per governare il Paese.
I sondaggi riservati commissionati a Nicola Piepoli (legge elettorale e vincolo di coalizione) confermano che il bacino di utenza a cui si rivolgono è enorme e potrebbe, unito, «sfondare» su temi che fanno breccia sullo stremato elettorato sia di destra che di sinistra. Giulio Andreotti mi diceva sempre che per capire ciò che poteva accadere in Italia bisognava sempre tener d’occhio la Sicilia e l’Alto Adige. E non a caso proprio in provincia di Bolzano, nel Sud Tirolo, a Laives, Leifers in tedesco, si è verificata una svolta storica , benedetta dai vertici nazionali. M5S ha deciso di appoggiare il sindaco Christian Bianchi della Lega Nord. «A pensar male si fa peccato ma spesso si indovina…», commenterebbe oggi il «Divo».
L’anticasta, l’immigrazione, Equitalia e un ripensamento dell’euro e dell’Europa. Questi i punti fondamentali su cui sta prendendo forma l’intesa. Matteo Salvini e Beppe Grillo ancora non si sono visti ma i loro parlamentari stanno costruendo una tela, sicuri come sono che è l’unica possibilità per diventare alternativi a quel fu 40% di Matteo Renzi e del PD,
E Berlusconi? Il Cavaliere non viene nemmeno considerato come un soggetto da interpellare. Però chi sta portanto avanti «Lega5Stelle» ha già avvicinato quei parlamentari di Forza Italia e alcuni di NCD, soprattutto nel Sud, capaci di aggregare consensi. (...)
Del resto, Silvio proprio in queste ore ha troppe preoccupazioni dentro il suo strettissimo cerchio magico, dentro il suo partito e dentro le sue stesse aziende. E forse per questo pensa solo a ristabilire un rapporto con il presidente del Consiglio, per offrirgli i suoi voti rimasti in cambio di un ingresso al governo. Ma certo che un possibile asse tra Salvini e Grillo non lo fa certo stare tranquillo. E Renzi, per questo progetto non pensa di scrivere un tweet, «Matteo, stai sereno».
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Luigi Bisignani 

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