L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 12 giugno 2015

gli euroimbecilli hanno dichiarato guerra ai greci

Crisi e suicidi: in Grecia dal minimo al massimo in Europa


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Scena di un suicidio in Grecia
Atene, 11 giu – “Mio figlio è solo l’ultimo di una lista interminabile. Da quando è iniziata la crisi in questo Paese si sono suicidate 10 mila persone. È come se una grande città fosse stata cancellata dalla carta geografica della Nazione”, così Theodoros Giannaros, direttore del grande ospedale

Elpis di Atene, biologo molecolare specializzato in genetica e autorità indiscussa di fama mondiale, in una intervista al Corriere della Sera.

È così che il paese ellenico, una volta felice, sepolto sotto l’illusione di una montagna di soldi senza funzione e chiamato a ripagare un debito inesigibile nel più perfetto stile usuraio, è passato dalla minima incidenza di suicidi in Europa – poco più di tre su 100mila abitanti nel 2010 – al massimo continentale: quasi 30 morti su 100mila persone. Pensiamo che in Italia la stessa incidenza era quasi a sei su 100mila nel 2010, in Germania a 11, in Francia al 16.
Theodoros Giannaros
Prof. Theodoros Giannaros: uno dei suoi figli si è suicidato pochi giorni fa
E al professor Giannaros, direttore di un grande ospedale per Millequattrocento euro al mese, cinque volte meno di qualche anno fa, un passato da militare nelle truppe speciali, non resta che piangere suo figlio, senza più lacrime, e denunciare la tragedia silenziosa del suo paese anche attraverso un video pieno di dignità e indignazione: “Penso continuamente a quei 10 mila morti che abbiamo seppellito nel silenzio. Penso a mio figlio. E penso che se in Germania un cane muore in malo modo, ecco che il caso finisce sui giornali, se ne dibatte in tv. Ma avete mai sentito parlare dei nostri giovani, dei nostri anziani che si sono suicidati? La guerra civile della Jugoslavia ha fatto 20 mila morti. Quella, però, era una guerra. Che cos’è, invece, questa nostra strage? È una domanda a cui non so rispondere, posso solo dire che in questo momento mi vergogno di essere un europeo”.
Rifiutato incarichi governativi per “rimanere libero”, senza più l’auto, con una pistola in tasca, impopolare per aver vietato le bustarelle per saltare le immense liste di attesa nel suo ospedale, una sigaretta dopo l’altra per farsi forza, senza più illusioni (men che meno in Tsipras), Giannaros non può altro che testimoniare sulla propria carne la decadenza del valore della vita umana diffusa da una guerra le cui bombe di carta stanno facendo tanto male quanto quelle reali.
Francesco Meneguzzo

http://www.ilprimatonazionale.it/esteri/crisi-e-suicidi-grecia-dal-minimo-al-massimo-europa-25192/ 

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