L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 13 giugno 2015

Gli euroimbecilli, un errore dopo l'altro, mentre sono fermi alle sanzioni stupide e autodistruttive alla Russia

Cina, investiti 250 miliardi in Sudamerica. Ora l'Ue rischia la marginalità

Sudamerica teatro di giochi economici e politici. Mentre la Cina investe in America Latina 250 miliardi, l'Europa stanzia solo poche manciate di milioni. Così Pechino allarga la sua sfera d'influenza, Bruxelles prova a non diventare del tutto marginale

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Incapace di pareggiare l'offerta cinese di 250 miliardi dollari per investimenti in America Latina, l'Ue ha cercato in tutti i modi di restare emarginata dal continente sudamericano offrendo nuove offerte commerciali, l'esenzione del visto e provando a creare rapporti più profondi. Nel summit di due giorni tenutosi a Bruxelles, i leader europei hanno messo per un attimo da parte i problemi legati alla Grecia, all'Ucraina e al futuro della Gran Bretagna provando a convincere le proprie ex colonie che non si sono dimenticati di loro.

Angela Merkel ha auspicato un aumento nell'interscambio commerciale tra Europa e Sudamerica. Il rischio, che la cancelliera tedesca conosce bene, è una posizione di marginalità nella regione per l'Ue dopo che la Cina di Xi Jinping ha messo sul piatto 250 miliardi di investimenti in 10 anni da dedicare all'America Latina. L'Europa sta uscendo solo adesso dall'impatto da una crisi del debito che ha quasi spaccato la zona euro e ha poco denaro fresco da investire.
Tutto l'opposto della Cina, che sta ampliando la sua zona di influenza. L'Ue però non demorde e sta cercando gradualmente di portare avanti un mosaico di offerte che hanno più possibilità di riaffermarsi quanto più la domanda cinese di materie prime sudamericane diminuisce. Grazie al sostegno del Brasile, l'Ue sta cercando di sbloccare i colloqui con il mercato comune sudamericano, il Mercosur, dopo un lungo periodo di stallo. Bruxelles ha già lanciato trattative per raggiungere accordi commerciali con il Messico e il Cile.
L'obiettivo è quello di ridurre le barriere al commercio. Con l'Ecuador, per esempio, si sta trattando per raggiungere un accordo di libero scambio. L'Ue e il Brasile hanno discusso della possibilità di costruire un cavo sottomarino di comunicazione che unisca Lisbona e Fortaleza con l'obiettivo di ridurre la dipendenza brasiliana dagli Stati Uniti. Brasilia vuole infatti proteggere il suo traffico internet dalla sorveglianza americana, dopo che è stato scoperto che Washington controllava il telefono e l'account email del presidente Dilma Rousseff.
Altro fronte, il Venezuela. Nonostante le sanzioni Usa, l'Ue ha evitato di criticare il presidente Nicolas Maduro, che sta facendo fronte a disordini interni e non ha partecipato al summit. Il presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, considerato molto vicino a Maduro, ha però definito l'opinione Usa sul suo collega "assurda". L'Ue si è limitata a dire che il futuro del Venezuela sta nel dialogo. Bruxelles farà di tutto per non lasciarsi mettere definitivamente in ombra dall'America Latina. Il problema è che la manciata di milioni messa in campo dai 28 è ancora lontana anni luce dagli investimenti cinesi. Il rischio che Pechino metta definitivamente in ombra Bruxelles è molto alto.

http://www.affaritaliani.it/affari-europei/cina-america-latina-ue-370850.html 

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