L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 29 giugno 2015

gli euroimbecilli volevano giocare ma per il popolo greco è sopravvivenza, cialtroni buffoni

El-Erian: "Grexit e rivolte sociali tra poche settimane"

Le possibilità che Atene sia costretta a lasciare l'area euro sono date all'85%, secondo l'ex Ceo di Pimco. "Contrazione enorme dell'economia".
"Contrazione enorme dell'economia" in vista, secondo El-Erian di Allianz. Gli economisti lo chiamano 'stop improvviso" dei pagamenti.
"Contrazione enorme dell'economia" in vista, secondo El-Erian di Allianz. Gli economisti lo chiamano 'stop improvviso" dei pagamenti.
NEW YORK (WSI) - Le quattro del pomeriggio di sabato scorso, 27 giugno: segnatevi questa data. potrebbe essere ricordata come l'ora in cui l'euro è morto.

È in quel momento infatti che, con grande stupore dei suoi interlocutori, ovvero i ministri delle Finanze dell'area della moneta unica, il governo greco ha deciso di indire un referendum pro o contro l'austerity chiesta dai creditori internazionali in cambio di nuovi aiuti. In ballo ci sono 7,2 miliardi di euro di nuove risorse che permetterebbero alla Grecia di restare a galla e 'cavarsela' con default parziale e controlli di capitale.

Con la decisione di non cedere all'ultimatum della troika, il partito di sinistra Syriza potrebbe aver sancito anche il default del suo paese, il quale deve rimborsare 1,6 miliardi all'Fmi il 30 giugno, martedì, senza però aver più un soldo in cassa.

Secondo Tsipras e Varoufakis c'è stata una rottura degli accordi iniziali e sopratutto "della democrazia". Un programma fatto di nuove misure di rigore non è quello che il popolo ellenico ha chiesto quando ha votato a maggioranza per Sryiza a febbraio, per loro.

In questo scenario la settimana che si apre sarà caotica e turbolenta, sia sui mercati che nei palazzi del potere. Secondo il consulente di Allianz Mohamed El-Erian le possibilità che Atene sia costretta dai suoi partner a uscire dall'euro nelle prossime settimane sono ora da considerare all'85%.

Secondo l'ex Ceo di Pimco, che ha parlato in un'intervista da New York, la Grecia si appresta inoltre ad accusare "una contrazione enorme dell'economia".

"Stiamo assistendo a quello che gli economisti chiamano lo stop improvviso", avverte il manager di fondi, ossia quando il sistema dei pagamenti si interrompe bruscamente.

"La logica dietro a tale evento è una 'contraione massiccia dell'economia, rivolte sociali e l'impossibilità o quasi di rimanere nell'area euro".

Fonte principale: Bloomberg

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