L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 11 giugno 2015

Infrastrutture digitali, fibra ottica, un governo che divide e non è inclusivo a discapito del bene Paese

Banda ultra larga, che cosa bolle nella pentola del Governo

Aspettiamo il decreto Comunicazioni, mentre fervono le discussioni a Bruxelles sulla correttezza del piano banda ultra larga italiano da 6,6 miliardi di euro
banda
Si avvicina il momento della verità – certo prima della pausa estiva – per il piano banda ultra larga da 6,6 miliardi di euro con cui il Governo vuole portare la fibra a tutta la popolazione (a 30, a 100 Megabit e persino oltre…). Sono due le cose che stanno accadendo in questi giorni: è attesissimo in Consiglio dei Ministri il decreto Comunicazioni, che darà strumenti importanti per attuare il piano banda ultra larga. Al tempo stesso, rappresentanti del Governo lo stanno discutendo a Bruxelles in queste ore, per sciogliere alcuni nodi. Abbiamo bisogno di sapere che l’Ue non farà obiezioni, sul modo in cui intendiamo spendere i soldi. Solo così potremo andare avanti sereni.
E non sarà comunque facile, dato che i nodi sono numerosi (anche se nessuno- a essere obiettivi- sembra al momento insuperabile, con una buona dose di burocrazia e oculata pianificazione finanziaria).
La dicono lunga i continui rinvii del Decreto. “Il prossimo consiglio dei ministri sarà venerdì, ma ancora non sappiamo se c’è il decreto“, dicono dal ministero dello Sviluppo economico (firmatario del decreto) a Wired.it. Il sotto segretario al Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti è convinto che il decreto ci sarà (prima di aprile svolgeva lo stesso ruolo nello Sviluppo economico).
Il decreto è ancora, in bozza, al ministero dell’Economia e delle finanza, che ha parecchi dubbi. Ne ha sulla copertura per gli incentivi fiscali previsti per gli scavi fibra ottica. E ne ha anche sulla struttura stessa del decreto, che rinvia a tanti decreti attuativi (rendendo quindi per il ministero poco controllabile da subito l’impatto finanziario effettivo).
Gli incentivi fiscali erano già previsti per il 2015, con un precedente decreto, ma non sono mai partiti proprio perché erano stabiliti in modo troppo ampio e aleatorio, con un impatto sulle casse dello Stato potenzialmente notevole (50 per cento di credito d’imposta sugli investimenti 100 Megabit…si parla di miliardi).
Il tema resta e bisogna vedere se si troverà una soluzione che vada bene a tutti.
Gli incentivi sono comunque previsti nel piano banda ultra larga, come altre misure di cui il decreto ora vuole farsi attuatore.
Un punto cardine è, finalmente, l’assegnazione di 4,6 miliardi di euro (a quanto si legge nella bozza di decreto) dal Fondo nazionale aviluppo e coesione per il piano banda ultra larga, a complementare gli investimenti previsti dagli operatori telefonici. Si sommano ai 2 miliardi di euro (già noti) che l’Europa ci darà tramite le Regioni. Di quei 4,6 miliardi, ben 1,4 (più del previsto) andranno per i voucher di incentivo alla domanda. A gestirli sarà l’operatore e quindi non si sa in che modo lo sconto si ribalterà sull’utente, ancora. Forse il risparmio sarà tale da farci pagare le connessioni in fibra tanto quanto l’Adsl (Vodafone e Fastweb, a ben vedere, già lo fanno nel primo anno di abbonamento). A quanto risulta a Wired.it, gli incentivi potrebbero riguardare tutte le aree (e non solo quelle nere, come si è scritto). La condizione per i voucher è che siano reti in grado di fornire “connessioni simmetriche superiori a 100 Megabit“. Insomma, del tipo 150 Megabit in download e 150 Megabit in upload o oltre, come già possibile nelle case del Regno Unito, Francia e Spagna.
Sarebbe un escamotage con cui il legislatore vuole costringere i voucher solo su connessioni fibra ottica nelle case e infatti ha già trovato la pronta opposizione di Fastweb e Telecom, che stanno puntando molto su fibra ottica fino agli armadi (anche se Telecom ultimamente ha rivelato un piano fibra ottica nelle case in 40 città).
Questo dei voucher è uno degli aspetti su cui ci si aspettano borbottii a Bruxelles, così come su qualsiasi incentivo previsto dal governo in aree dove gli operatori già intendono investire in fibra ottica fino agli armadi stradali. Il governo deve insomma convincere l’Europa che è corretto incentivare la spinta verso la fibra ottica fino alle case, nonostante gli investimenti previsti dai privati su reti fino agli armadi. Sappiamo che le relative offerte (Vdsl 2) pure possono dare 100 Megabit, anche se non garantiti. E solo in futuro, con alcuni accorgimenti tecnici, potrebbero superare i 100 Megabit (non simmetrici, però).
In tutto questo, resta ancora da chiarirsi il ruolo degli operatori privati e di Enel. Vodafone e Wind si sono impegnati a investire, con Metroweb, in reti in fibra ottica (in parte con le sole proprie forze e in parte tramite le gare a incentivo del piano banda ultra larga, a seconda delle zone). Telecom Italia va avanti con quello che a oggi è formalmente il più vasto piano di copertura (75 per cento della popolazione con fibra ottica almeno fino agli armadi entro il 2017). Enel collaborerà con gli operatori per la posa della fibra; ma non farà concorrenza a loro e non parteciperà alle gare del piano.
Il quadro si definirà in autunno, probabilmente.

http://www.wired.it/attualita/tech/2015/06/10/banda-ultra-larga-bolle-pentola-governo/?utm_source=wired&utm_medium=NL&utm_campaign=daily

Nessun commento:

Posta un commento