L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 15 giugno 2015

La consorteria campana del corrotto Pd afferma che la Camorra è stata inventata

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Caro Governatore la camorra non l’ha inventata Saviano

Vincenzo De Luca ha rilasciato un’intervista a Panorama nella quale dichiara che Roberto Saviano “la camorra se la inventa, altrimenti resta disoccupato”.
A parte la tristezza che queste dichiarazioni suscitano in confronto della devastazione umana, civile ed economica  che la criminalità produce sul nostro territorio, stupisce la superficialità  che denotano.
Eppure De Luca qualche tempo  fa, intervistato da una tv salernitana locale in merito alla tematica della sicurezza,  affermava l’importanza di “tenere alta la guardia. Non dobbiamo dimenticare che siamo a cinquanta chilometri da Secondigliano, da Scampia, da Casal di Principe.”
All’epoca,  era consapevole dell’esistenza delle criminalità organizzata, pare.  Tanto da alimentare il pregiudizio secondo il quale alcune aree della Campania, tra cui il mio quartiere, sarebbero completamente dominate da ignoranza e criminalità.
Pregiudizio che a Scampia continuiamo a vivere sulla nostra pelle. Di tanto in tanto, ad esempio, qualcuno avanza ancora la proposta di far chiudere la nostra stazione metropolitana (che, peraltro, è un cantiere a cielo aperto da dieci anni), onde evitare la migrazione di “teppistelli” e  “criminali” verso le zone bene della città il sabato sera.
Possibile che il neo-governatore, che pure è politico di mestiere, collegato ad una tradizione politico-culturale antimafia gloriosa, non riesca a cogliere nella nostra realtà di oggi  il fenomeno camorristico?
Possibile che non sappia che la criminalità da noi ha trovato storicamente spazi sociali da occupare perché la politica non ha saputo (o voluto) governare i territori procurando opportunità di crescita, di sviluppo, di cultura … nell’ambito della legalità democratica?
Caro Governatore, la camorra non è frutto d’invenzione, non è  il personaggio principale di un bestseller.
Negare la sua esistenza è negare la sofferenza della nostra terra che annaspa.
Vale la pena farlo solo per il piacere della polemica?

http://www.restoalsud.it/2015/06/caro-governatore-la-camorra-non-lha-inventata-saviano/

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