L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 20 giugno 2015

Nel Progetto Criminale dell'Euro c'è la clausola che l'Italia deve essere deindustrializzati, nostri governanti TRADITORI DELLA PATRIA


Grexit o quarto reich? Quali prospettive per l'Europa

La prossima uscita della Grecia dalla moneta unica è la fine del sogno europeo o la realizzazione del sogno teutonico?


La rata da pagare

Come ci si aspettava da tempo, la Grecia ha dichiarato che non avrà denaro sufficiente per pagare la rata del finanziamento concesso dal FMI. Che fare quindi? Allontanare i debitori dalla valuta comune o assecondarli ancora una volta? Ed in che modo?

Possibilità 1: Grecia in Europa

La prima possibilità, quella richiesta dal Governo di Tsipras, chiede che il debito venga spalmato su un orizzonte temporale più lungo, in modo da abbassare sia le rate da pagare e permettere all'economia Greca di riprendersi gradatamente. Tuttavia la poca credibilità dei governanti greci ha portato a far perdere di valore tale ipotesi, troppe parole, poche fatti dicono da Francoforte e allora si fa largo la seconda ipotesi, ossia l'uscita della Grecia dall'Euro. In realtà è da tempo che ci si prepara. Se la Grecia uscisse e non pagasse il suo debito pubblico e chi ne subirebbe le conseguenze sono le banche tedesche, inglesi e francesi che hanno acquistato titoli del debito pubblico negli anni scorsi. E' per questo che negli ultimi anni gli istituti finanziari hanno ben pensato di rafforzare la loro posizione patrimoniale a scapito dei prestiti alle famiglie. Con l'accordo di Basilea 3 i Governatori delle banche Centrali e i capi delle autorità di vigilanza del G20 hanno aumentato gli standard di liquidità e di patrimonio e hanno introdotto misure anticicliche in modo da mettere da parte un gruzzoletto in caso di forti crisi, per non fare la fine della Lehman Brothers, lo spauracchio di tutti i banchieri.
Ecco quindi che oggi che la struttura finanziaria nordeuropea non è più minacciabile da Atene, che eventualmente può cercare aiuto a Mosca, che da secoli cerca un alleato con sbocco sul Mediterraneo. Ma allora, se si lascia andare chi ha sbagliato e ha bisogno di un aiuto per salire sulla barca dell'Euro, che senso ha l'Europa? Pare invece che quando ci sia bisogno di un sostegno comune per affrontare assieme un problema, ognuno fugge e nessuno si accolla alcun onere. Se l'Europa anela a diventare uno Stato unico, com'era nelle intenzioni dei padri fondatori della CEE, perché parte del debito pubblico greco non viene spalmato su tutte le economie Europee sulla base della capacità di sopportarne il fardello? Se l'Oklahoma è in deficit viene espulsa dagli Stati Uniti d'Europa? Se vogliamo andare verso gli Stati Uniti d'Europa, perché oggi i Paesi Europei si rifiutano di accogliere i migranti che arrivano sulle coste Siciliane?  

L'Europa di ieri e di oggi.


L'Europa appare oggi divisa nei secoli passati e ieri come oggi i territori sono terreno di conquista del più forte. Un tempo si combatteva con le armi, oggi si combatte con l'economia. A breve uscirà la Grecia, poi a chi toccherà? Varoufakis ha già fatto una previsione, toccherà al paese al di là dello Ionio, all'Italia. I dati macroeconomici ci sono tutti, alto debito, crescita inesistente, problemi cronici irrisolti. E poi? Poi l'Europa non esisterà più. Potrà esserci spazio per un'unione mediterranea che escluda la Germania e ne limiti la calvinistica pretesa di essere guida dell'intero continente, potrà esserci spazio per nuovi accordi con la Russia o addirittura con la Cina. E' presto per fare previsioni, ma quel che è sempre più chiaro è l'idea di una Europa economicamente e non solo finanziariamente unita, che è già tramontata di fronte ad una Germania sempre più Calvinista, il nuovo reich europeo.

http://it.blastingnews.com/economia/2015/06/grexit-o-quarto-reich-quali-prospettive-per-l-europa-00426823.html

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