L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 9 giugno 2015

Niente da fare Renzi è il lento veleno lasciatoci da Napolitano

Buona Scuola e precari, il parere del giurista: “Ci sono profili di incostituzionalità”

di 08.06.2015 
La Buona Scuola
Nuovo sciopero contro la riforma della scuola Reuters
Il governo apre una settimana rovente con la Direzione del Partito Democratico convocata per questa sera. Più volte annunciata come resa dei conti sulle riforme in campo (scuola e Costituzione in primis), non dovrebbe essere testimone di alcuno scontro finale.
Ma l’appuntamento è particolarmente atteso per capire quali strade percorrerà l’esecutivo sulla cosiddetta Buona Scuola, riforma approdata in Commissione al Senato (presentati oltre 2mila emendamenti) e che ha margini molto stretti, soprattutto per la stabilizzazione dei precari che deve arrivare entro e non oltre l’inizio della prossima settimana, pena il possibile slittamento delle assunzioni al 2016.
Nel corso delle ultime due settimane, dopo l’approvazione della riforma alla Camera, sono state numerose le prese di posizione attorno ad una presunta incostituzionalità della Buona Scuola.
L’ESCLUSIONE DEGLI IDONEI
Uno dei punti più caldi è l’esclusione dalla stabilizzazione dei circa 6mila idonei al concorso 2012. Secondo il costituzionalista Michele Ainisla violazione del principio del concorso pubblico rappresenta il più evidente profilo d’illegittimità costituzionale della norma qui in esame. Tale principio si conserva nell’art. 97 della Costituzione (“agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge”) e viene ribadito dall’art. 34, che di nuovo stabilisce l’attribuzione «per concorso» delle borse di studio agli studenti meritevoli".
Ainis sostiene, richiamando i pareri espressi in passato dalla Corte Costituzionale, che le deroghe risultano ammissibili solo dinanzi a ‘peculiari e straordinarie esigenze di interesse pubblico idonee a giustificarle’…. nessuna di tali esigenze ricorre nel caso di specie. Gli idonei del concorso del 2012 sono più qualificati rispetto ai soggetti iscritti nelle graduatorie ad esaurimento, non meno qualificati. E oltretutto il loro numero rappresenta il 6% appena della platea dei nuovi assunti, sicché resta insondabile il motivo che ne giustificherebbe l’esclusione”.
Il costituzionalista intravede un altro aspetto, poiché la legge "delinea in primo luogo una norma irrazionale, un precetto che entra in opposizione con se stesso”. Il riferimento è all’articolo 10 del DDL: ”da un lato, ribadisce la validità triennale delle graduatorie concorsuali; dall’altro lato, amputa il triennio di validità della graduatoria di merito relativa al concorso del 2012…  questa disposizione normativa conferma la regola del concorso come strumento di reclutamento della docenza scolastica, ed anzi la rafforza…tuttavia la stessa norma attinge – esclusivamente, anche in questo caso – dalla graduatoria ad esaurimento per il Piano straordinario di assunzioni…sicché il legislatore vuole e disvuole: vuole il concorso pubblico per assumere i docenti, ma disvuole l’unico concorso pubblico bandito dallo Stato negli ultimi tre lustri”.

http://it.ibtimes.com/buona-scuola-e-precari-il-parere-del-giurista-ci-sono-profili-di-incostituzionalita-1405395#

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