L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 10 giugno 2015

Quatitative Easing, la grande bufala, regala 60 miliardi mese alle banche

Prestiti in calo: il QE usato per risanare i bilanci delle banche

La denuncia di Afusbef e Federconsumatori

ROMA. L’ultimo bollettino di Bankitalia conferma il calo dei prestiti delle banche a famiglie ed imprese, un aumento delle sofferenze bancarie (che il governo vorrebbe garantire con la bad bank), la mancata trasmissione del Quantitative Easing Bce all’economia reale.
I prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari- si legge-, hanno registrato una contrazione su base annua dell’1,4 per cento, come a marzo. I prestiti alle famiglie sono calati dello 0,2 per cento sui dodici mesi (-0,3 nel mese precedente); quelli alle società non finanziarie sono diminuiti, sempre su base annua, del 2,2 per cento.
All’indomani dei prestiti Bce per 129,8 miliardi di euro, (ricevuti da 306 banche europee)  a tassi super-agevolati dello 0,15% richiesti nell’ambito del nuovo piano di maxi finanziamenti (Tltro) avviato nel  settembre e finalizzati, teoricamente a rilanciare il credito all’economia reale, le banche italiane continuano ad imbottire il loro portafoglio di Btp, Cct, Bot e altri certificati del Tesoro, pari ad aprile 2015 al valore di  415,498 mld di euro, 15 mld di euro  in più di fine dicembre 2014, attestati a 400,539 mld.
Adusbef e Federconsumatori, ritenendo che il Quantitative Easing, l’allentamento quantitativo promosso da Draghi,  non riuscirà a trasmettere il credito auspicato all’economia reale, concordano con Joseph Stiglitz, economista della Columbia University, premio Nobel nel 2001:  “Né mi farei troppe illusioni sul quantitative easing: come già in America, porta a una rivalutazione della Borsa e a un risparmio di interessi, ma i meccanismi di trasferimento all’economia reale sono insufficienti. È l’equivoco della propaganda sulla trickle down economy: dai ricchi una volta che si sono arricchiti “trasuda”, “sgocciola”, qualche beneficio verso il basso. È provato che si tratta di un’illusione e che a guadagnarci sono solo i ricchi stessi e i “potenti” economici».
Le banche italiane, al riparo dalla concorrenza e da doverose sanzioni per abuso di mercato, accordi di cartello e patti leonini, continuano ad approfittare indisturbate anche del basso livello dell’Euribor per i tassi variabili ed Eurirs per i tassi fissi, per imporre spread altissimi sui mutui saccheggiando le tasche dei consumatori e delle famiglie stremate dalla crisi”. Adusbef e Federconsumatori “ritenendo non più tollerabili gli usi ed abusi bancari, chiedono al Governo maggiore attenzione per lenire i soprusi quotidiani a danno della clientela, che sono la palla al piede per la ripresa economica e produttiva, un vero e proprio gap per uscire dalla crisi sistemica.
Elio Lannutti (Adusbef) – Rosario Trefiletti (Federconsumatori)

http://www.ilcittadinoonline.it/news-dal-mondo/prestiti-in-calo-il-qe-usato-per-risanare-i-bilanci-delle-banche/ 

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