L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 17 giugno 2015

quello che non capisce il corrotto Pd che è la sua natura di essere organico al Capitalismo Assoluto con le mille contraddizioni che questo comporta che metteremo sempre in evidenza


Pd: o partito vero, o perderà ancora


Non può continuare ad essere un comitato elettorale iper-litigioso. E che insegue la destra.

Nadia Romeo


Per un commento sulle elezioni amministrative in Veneto, in premessa alcuni dati. La Lega con i 736.000 voti del 2015v(assieme alla lista Zaia), è l’unico partito che aumenta i voti rispetto alle Europee del 2014, in cui aveva preso 364.000 voti, cioè il punto più basso rispetto ai 788 mila del 2010. Il Pd scende precipitosamente dagli 899.000 delle Europee ai 308.392 delle regionali 2015 (379.000 se sommiamo i voti alla lista Moretti). Forza Italia si sgretola e passa dai 555.000 voti del 2010 ai 106.000 del 2015 (alle Europee aveva preso 352.000). In calo anche il Movimento 5 Stelle che passa dai 476.000 voti delle Europee ai 192.592 delle regionali 2015.
Tuttavia la sconfitta nel Veneto per il Pd e il centrosinistra è pesantissima e aggravata da quella scioccante di Venezia. Cosa accomuna il Veneto alle altre regioni? Anche qui da noi abbiamo schierato in campagna elettorale ben due Pd, uno di “lotta” e l’altro di governo, uno a favore di Renzi e l’altro contro Renzi e il governo.
Altro aspetto che distingue il Veneto: dopo lo scandalo Mose il voto ha registrato la fine di un sistema di potere fondato su Forza Italia, con qualche stampella di consociativismo da parte del Pd e del centrosinistra. Il voto segna dunque la fine di un sistema di potere corrotto e corruttivo durato 20 anni.
Nel 1992 la fine della Dc non ha favorito la sinistra bensì ha partorito prima la Lega e poi FI. Nel 2015 la fine del sistema FI-Lega non ha favorito il Pd, anzi lo ha in qualche modo trascinato nella fossa con il morto che si aggrappa al vivo. Nel Veneto il centrosinistra non è mai stato alternativo, né politicamente né programmaticamente né tantomeno culturalmente a quel sistema politico, sicché è vano lo sforzo di rifarsi il look ad ogni elezione per apparire ciò che non è e non ha avuto il coraggio di essere.
Per questo gettare la croce addosso solo ad Alessandra Moretti come fosse la protesi terminale della nostra cattiva coscienza, è sbagliato e scorretto, tipico di chi indovina le partite giocando la schedina di lunedì.
Zaia, diversamente da quanto sostenuto da esperti politologi, ha vinto facendo politica, anzi ha introdotto un tasso di ideologia politica grezza ma efficace, riuscendo ad incantare i Veneti con rivendicazioni che sono e resteranno illusionismo politico, come “il Veneto ai Veneti contro Roma cattiva, il Veneto Regione Speciale, teniamoci i soldi che Roma ci ruba trattenendosi un residuo fiscale di 21 miliardi di euro” (da ridurre a 4/5, in realtà). Il Pd non è riuscito, con una idea alternativa e argomenti solidi (che esistono), a smascherare la rappresentazione di Zaia quale paladino dei diritti di un Veneto bistrattato dal potere romano che ci ruba ricchezza e benessere.
Il risultato dell’anno scorso, il 37% del Pd nel Veneto e in provincia di Vicenza, è stato frutto unicamente dell’effetto Renzi. Quali iniziative sono state organizzate dal segretario provinciale di Vicenza, ad esempio, per consolidare quel consenso? Nel partito, a tutti i livelli, è stata prodotta una litigiosità esasperata. Sulla questione profughi alcuni sindaci di centrosinistra, invece di chiedere conto a Zaia degli impegni che si era preso per l’accoglienza e di reagire alla demagogica propaganda leghista, hanno indirizzato le loro critiche al governo che sta cercando di gestire una vicenda epocale.
Sono anche convinto che questa sconfitta è figlia anche di un passato recente che inizia con la scelta di Bortolussi e prosegue con una gestione del Pd del tutto inadeguata. Il leghismo, come il berlusconismo, si sconfigge con determinazione, coerenza, costanza e producendo una cifra culturale nuova che non parla alla pancia del cosiddetto popolo veneto per scimmiottare la Lega, ma si propone di elevare una Regione come il Veneto al livello delle altre regioni Europee e proiettarla in Europa (mettendo la politica in sintonia con il mondo dell’economia).
Per questa impresa ci vuole un Partito, non un sempiterno comitato elettorale. In un partito vero, tanto più se ha responsabilità di governo, la comune appartenenza è fondata su finalità condivise di governo della società e del suo sviluppo. Se esiste questo comune sentire e ci si sente appartenenti ad una causa comune deve essere accettata la regola che le decisioni assunte a maggioranza impegnano tutto il partito. A meno che non ci sia chi teorizza una nuova tipologia di partito nel quale la maggioranza porta avanti le decisioni della minoranza, il che rende inutile la maggioranza stessa.

http://www.vvox.it/2015/06/16/pd-o-partito-vero-o-perdera-ancora/?utm_source=Newsletter+Vvox&utm_campaign=6aa6cd69cc-newsletter_marted%C3%AC&utm_medium=email&utm_term=0_e1016a8d37-6aa6cd69cc-295267705 

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