L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 29 giugno 2015

Relativamente pochi MERCENARI dell'Isis/al Qaeda hanno l'ordine di creare caos in Tunisia come hanno fatto in Libia, poi sarà compito del Circo Mediatico ad aumentare esponezialmente il Terrore

Approfondimento della Rivista Italiana Difesa 
Terrorismo, Rid: 400 jihadisti Isis infiltrati in Tunisia dalla Libia
Circa mille 'foreign fighters' partiti dalla Francia per l'Iraq, la Siria, la Libia e il Mali 

 

28 giugno 2015 La Tunisia è un Paese "fragile" ed "esposto all'instabilità che emana dalla vicina Libia e dal Sahel. Una parte significativa del sud e dell'ovest è in mano ai gruppi terroristici ed è impiegata come corridoio per il traffico di armi e il passaggio di miliziani dalla Libia all'Algeria, fino al nord del Mali. Gli sforzi congiunti compiuti negli ultimi mesi assieme all'Algeria sembrano non bastare". Lo sottolinea un approfondimento di Rid, Rivista Italiana Difesa, precisando che "da diversi mesi in Tunisia si stanno infiltrando anche elementi di Isis provenienti dalla Libia".

Sarebbero "almeno 3/400" gli adepti del Califfato in Tunisia "che stanno intensificando le attività propagandistiche, soprattutto tra le insoddisfatte giovani generazioni, tentando di replicare esattamente la strategia già attuata con successo in Libia per favorire scissioni nei gruppi qaedisti come Ansar al-Sharia Tunisia e la Uqba ibn Nafi Brigade".

Francia e Tunisia "sono da mesi nel mirino di Isis e gruppi qaedisti dopo gli attacchi di Parigi ed al Museo Bardo. La Francia, come tutti i Paesi europei, si trova di fronte alla minaccia dei cosiddetti foreign fighters. Ad oggi -aggiunge Rivista Italiana Difesa- si calcola che un migliaio di cittadini francesi siano partiti per combattere in Iraq, Siria, Libia e Mali, tra le fila di gruppi jihadisti quali Isil, al-Nusra, Ansar al-Sharia o Ansar al-Dine. Di questi, 2-300 sarebbero rientrati in patria e alcuni di essi sarebbero molto pericolosi tanto è vero che dopo gli attacchi di Parigi la Francia è un Paese che vive blindato".

"Più in generale -conclude Rid- il problema dei foreign fighters è lungi dall'essere risolto" nonostante le misure prese di recente dalla gran parte dei governi europei.

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