L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 9 giugno 2015

Svendita di pezzi di industria italiana nascosta da improbabili acquisti

Finmeccanica, ecco tutti i piani di Moretti su acquisti e debito

08 - 06 - 2015 Angela Zoppo
Finmeccanica, ecco tutti i piani di Moretti su acquisti e debito
Le ultime mosse dell'amministratore delegato di Finmeccanica tra progetti industriali e manovre finanziarie
Grazie all’autorizzazione del gruppo Class Editori, pubblichiamo l’articolo di Angela Zoppo e uscito sul quotidiano Mf/Milano Finanza diretto da Pierluigi Magnaschi.
Finmeccanica è pronta ad avviare la campagna acquisti, ma prima vuole ridurre il costo del debito. Così l’ad Mauro Moretti ha annunciato di aver avviato con un pool di banche, che vede Unicredit come capofila, un piano di rinegoziazione dei debiti in scadenza, per circa 2 miliardi di euro. «Vogliamo diminuire di cento punti base il livello del tasso di interesse», ha spiegato il top manager di piazza Monte Grappa.
Di certo l’impresa è più semplice ora che Fitch ha rivisto l’outlook del gruppo da negativo a stabile, pur confermando il rating sul debito a lungo termine a BB+ e quello sul breve termine a B. «La revisione dell’outlook», ha spiegato l’agenzia di rating, «riflette la previsione di miglioramento dei parametri creditizi a seguito degli sforzi di ristrutturazione e del programma di alienazioni». Queste ultime sono in piena evoluzione.
Dopo l’accordo per la cessione alla giapponese Hitachi del ramo trasporti (Ansaldo Sts e AnsaldoBreda) per circa 800 milioni di euro, con closing previsto entro la fine dell’anno, le altre potenziali dismissioni potrebbero fruttare a Finmeccanica circa 1,5 miliardi di euro. Introiti utili a ricondurre il debito all’obiettivo dei 3 miliardi di euro indicato per il 2016. Tra questi asset, il più consistente è la partecipazione del 25% detenuta nel consorzio Mbda, che sarebbe nel mirino di Airbus, anche se non risultano ancora trattative in corso. L’interesse del colosso aeronautico c’è, con l’obiettivo di portarsi alla pari con Bae Systens (50%).
Ma a Moretti non piace che il mercato percepisca il gruppo come impegnato solo a vendere. «Finmeccanica ha molte idee in materia di acquisizioni, e non è concentrata solo su operazioni di cessione», ripete il top manager da qualche giorno. La dichiarazione d’intenti è bastata a scatenare le ipotesi sull’oggetto di questa imprevista campagna acquisti. Si guarda per esempio all’incremento della quota in Avio Spazio, con un esborso tra i 200 e i 250 milioni di euro.
Segnali concreti arrivano anche sul fronte Atr, la jv paritetica tra Airbus e Finmeccanica-Alenia Aermacchi. Lo stesso numero uno di Airbus, Fabrice Brégier, ha detto la scorsa settimana di non considerare strategica la quota del 50% detenuta nella società, tra i leader mondiali del mercato dei turboelica, con oltre 1.400 ordini. Per Equita in questo caso Moretti dovrebbe staccare un assegno di circa 500 milioni di euro, per altre fonti finanziarie invece il valore del 50% di Atr arriverebbe a 700 milioni. A meno che l’accordo non trovi altri sbocchi, visto il contestuale interesse di Airbus ad acquisire da Finmeccanica il 25% di Mbda, valutato a sua volta tra 800 milioni e un miliardo di euro.
Un altro settore considerato possibile territorio di espansione, a colpi di acquisizioni, è quello degli elicotteri, dove il gruppo è presente con AgustaWestland. United Technologies ha proposto a Finmeccanica di acquisire la controllata Sikorsky, ma Moretti non ha preso in considerazione l’offerta. Il motivo è che lavora prevalentemente su commesse militari e non ha una posizione finanziaria solida. Ma secondo Kepler Cheuvreux, il motivo è anche che Finmeccanica un’acquisizione così non se la potrebbe permettere visto che il costo si aggirerebbe tra i 7 e i 9 miliardi di euro.
Tra i nomi in grado di sostenere una simile spesa ci sarebbero invece Boeing, Lockheed Martin e Bell Helicopters.

http://www.formiche.net/2015/06/08/finmeccanica-moretti-progetti/

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