L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 30 giugno 2015

Uscire dall'Euro si può, far Fronte Unico, Sovranità Nazionale, Politica, Monetaria e Territoriale

Grecia, la Lega: Italia fuori dall'euro prima di fare la stessa fine

moneta lira (1)

Che cosa pensa la Lega del terremoto finanziario in Grecia? Mentre Salvini evita di entrare nel merito, Affaritaliani.it ha parlato con Claudio Borghi Aquilini, responsabile economico del Carroccio

Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


"Il referendum di domenica prossima in Grecia è una buffonata". Lo afferma ad Affaritaliani.itClaudio Borghi Aquilini, responsabile economico della Lega Nord. "Una consultazione fatta così, con decisioni di macroeconomia in una settimana di tempo e con le banche chiuse è una farsa e per questo non ci schieriamo. Si è arrivati a questa cosa oscena del referendum perché fino ad oggi si è continuato a negare il problema alla radice".

"La Grecia - spiega l'economista del Carroccio - uscirà comunque dall'euro, indipendentemente dal referendum, perché quando si arriva ai controlli di capitale poi non si possono togliere. E' solo una fantasia che la corsa agli sportelli di questi giorni sia la causa del problema, è iniziata dal 2008 la fuga di capitali e il problema sono gli ultimi spiccioli ritirati?", attacca Borghi.
"Fino a quando la Bce garantisce una persona può prelevare quanto vuole, ma quando la Bce smette di garantire, come ha fatto, la banca chiude. Semplice, non ci sono altre possibilità. Se si decide di andare avanti con la Grecia dentro l'euro la Bce può anche aprire il credito alle banche greche, ma a quel punto la gente portebbe fuori anche gli ultimi soldi che sono rimasti. Il problema è che la Grecia non ha 7 miliardi di euro per restituire il debito al Fmi e agli altri creditori. Non solo, non ha i soldi per pagare gli stipendi e per far andare avanti la macchina dello stato".
Borghi spiega: "La Grecia ha bisogno di altri soldi e solo noi, o forse Putin, possiamo prestarglieli. Non avendo la sovranità monetaria Tsipras non ha la possibilità interna di far andare avanti lo stato. Sono convinto che in questo momento i tecnocrati, dalla Lagarde a Juncker, stiano già considerando la Grecia fuori dall'Eurozona". Poi la polemica: "Nonostante l'Italia abbia prestato 40 miliardi alla Grecia, non ho mai visto un italiano al tavolo delle trattative. Renzi ccosa dice? E' d'accordo? Non si sa".
Comunque "il referendum di Tsipras è una pagliacciata. La Grecia uscirà dall'euro a breve e cercheranno con la macchina dell'informazione di manipolare le news per ingigantire i problemi che avrà Atene. La Grecia che esce dall'euro è come la Calabria che esce dalla lira: un'economia sussidiata a cui mancano i sussidi ha per forza dei problemi seri. Il sistema della propaganda europea ingigantirà le difficoltà della Grecia come monito per chi non si sottomette a Bruxelles. Diranno che quello della Grecia è un caso speciale e che per gli altri paesi l'euro è indissolubile ed è il migliore dei mondi possibili".
Borghi conclude: "Cos'altro dobbiamo aspettare per uscire da questo euro? L'abbiamo detto in tempi non sospetti che sarebbe finita così la Grecia? Vogliamo aspettare di essere i prossimi?", si chiede il responsabile economico della Lega. "L'indissolubilità della moneta unica è una palla incredibile, sediamoci attorno a un tavolo e smantelliamo il mostro dell'euro. Andiamocene alle nostre condizioni e prima che sia troppo tardi. Prima che l'Italia finisca come la Grecia".

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