L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 15 giugno 2015

Venezia, destra/sinistra abbracciati mortalmente succhiano soldi, avidi di potere, oggi destra/sinistra strumenti inadeguati per leggere la realtà

15/06/2015

«Brugnaro è la destra più becera, ma i migliori affari li ha fatti col Pd»

Parla il nipote dell'ex sindaco Massimo: «Bisogna ricostruire l’opposizione in città: il centrodestra porterà avanti politiche devastanti sul sociale»

Venezia

«Il problema non è stato Casson, si tratta di una brava persona anche se è pur sempre un senatore del Partito Democratico. La classe dirigente di centrosinistra che ha governato in questi anni la città, lontana dalla gente, è entrata in coma dopo il commissariamento per lo scandalo Mose. E i veneziani l’hanno punita. Ora bisogna ricostruire un’opposizione sociale. Ricordo che il vincitore Brugnaro, espressione della destra più becera, i più grandi affari in Laguna li ha fatti con giunte di sinistra, non di destra». Tommaso Cacciari, attivista del Laboratorio Occupato Morion e del Comitato contro le Grandi Navi e contro il Mose, tra i leder dei centri sociali di Venezia, commenta la debacle del Partito Democratico in Laguna dove dopo due decenni governerà il centrodestra di Luigi Brugnaro. «Un Berlusconi in saor» spiega Cacciari, nipote dell’ex sindaco Massimo. In un centrosinistra alla sbando per la sconfitta c’è persino chi punta il dito contro i movimenti, oltre che sul Movimento Cinque Stelle, per la sconfitta. «Siamo lusingati per tutta questa importanza, ma con un’astensione del 48% mi sembra evidente che i veneziani abbiano voluto punire chi ha governato per quasi trent’anni in Laguna».
Tommaso Cacciari
Quindi come si arriva a questa sconfitta?
È una storia che inizia da lontano, dopo le giunte Cacciari, parte con il sindaco Paolo Costa e continua con Giorgio Orsoni. Negli anni il centrosinistra veneziano ha accettato candidati che hanno autorizzato il Mose di Venezia, poi travolto dalle inchieste. Costa è diventato persino commissario della Base Dal Molin di Vicenza con l’aiuto di Romano Prodi. A poco a poco la città ha iniziato a capire gli accordi tra la sinistra e la destra.
Orsoni sembrava, secondo alcuni, aver invertito la tendenza rispetto al passato
Non voglio assolvere Orsoni, ma il procuratore Carlo Nordio ha usato per lui le stesse misure adoperate nei confronti di Galan e Chisso, li ha messi sullo stesso piano. Nordio non è un magistrato qualunque, è molto vicino alla Lega Nord, doveva rifare il codice di procedura penale sotto con il governo Berlusconi. Se Galan e Chisso venivano stipendiati con milioni di euro dal Consorzio Venezia Nuova, Orsoni ha scontato tre giorni ai domiciliari per aver passato una busta al partito...
Insomma anche la magistratura ha le sue responsabilità
Direi proprio di sì. Ma con questo, ripeto, non voglio assolvere Orsoni che ha sbagliato e pagato per quanto ha commesso.
Quali sono stati gli altri errori del centrosinistra in questa campagna elettorale? Renzi parla di mancanza di voti al centro e a sinistra
Se per pescare voti al centro si ricorre a un candidato in regione Veneto come Alessandra Moretti, la scelta mi pare imbarazzante. Il Partito Democratico doveva andare a votare subito dopo l’arresto di Orsoni nel 2014. Non l’ha fatto, forse per paura, forse per vigliaccheria, quello è stato il vero errore. Perché in un anno di commissariamento non ha fatto opposizione a Zappalorto che ha portato avanti tagli devastanti ai bilanci della città. Tutte questioni che si sono abbattute sul tessuto sociale veneziano. Sono rimasti in coma, senza un’idea, pensando di vincere
E invece l’ha spuntata Brugnaro, un imprenditore che presenta alcuni conflitti di interesse nel suo curriculum
Brugnaro è un Berlusconi in salsa veneziana, becero, che ha ha fatto grandi affari sotto le giunte di centrosinistra: tutti gli spazi dai Pili alla Misericordia li prese con giunte che non erano certo di destra. In questo senso si chiude il cerchio.
Ora però c’è il rischio di una nuova pagina per Venezia. Vi aspettate un attacco da parte della giunta contro gli spazi occupati?
Questo non ci spaventa, resisteremo come abbiamo sempre fatto. Quello che è più importante è ricostruire un’opposizione in città: Brugnaro porterà avanti politiche devastanti che dobbiamo contrastare. Ma per farcela serve soprattutto una cosa: che la classe dirigente del Pd se ne vada per sempre. 

http://www.linkiesta.it/tommaso-cacciari-elezioni-2015?utm_medium=email&utm_source=Moxiemail%3A9237+Nessuna+cartella&utm_campaign=Moxiemail%3A22387+Linkiesta+-+Recap++Generazioni+di+sconfitti

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