L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 9 luglio 2015

2015 crisi economica, bugiardi la bolla azionaria cinese è già scoppiata e la chiusura di Wall Street lo dimostra

La Cina trascina in basso i titoli del lusso
La Cina trascina in basso i titoli del lusso
Altro che Grecia o Grexit, i titoli del lusso a Piazza Affari hanno iniziato la seduta in controtendenxza evidenziando forti ribassi legati alla flessione delle piazze finanziarie cinesi. Le borse di Shanghai e Shenzhen hanno perso più del 30% nelle ultime tre settimane e anche ieri hanno chiuso in calo.
Immediata la reazione dei titoli del lusso, con i titoli Tod's  e Ferragamo  che hanno entrambi accelerati al ribasso portandosi rispettivamente a -2,6% e -2,8%. Yoox  contiene le perdite all'1,6% mentre risultano un po' più contenuti i cali di Brunello Cucinelli  (-0,6%) e Geox  (poco sotto la parità), entrambe meno esposte a livello fatturato al ricco mercato cinese.

A pesare, per tutti i titoli legati in qualche modo al lusso, sono le preoccupazioni che in Cina stia per scoppiare una bolla e che quindi la flessione dei listini asiatici possa proseguire, dopo un rally da +150% fatto da giugno a giugno. 

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