L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 7 luglio 2015

2015 crisi economica, i mercati cinesi sospendono le contrattazioni per 121 società, perchè fuori ... mercato

In Cina hanno sospeso le contrattazioni in borsa per 1.400 miliardi di dollari

di Fox Hu – Bloomberg

Dopo il crollo finanziario delle ultime settimane, per evitare che la situazione peggiori ancora

Shanghai Composite Index Rises 1.31%
(Photo by ChinaFotoPress/ChinaFotoPress via Getty Images)
Nelle ultime settimane il mercato finanziario cinese ha subìto un rapido crollo, dopo che il valore delle azioni era cresciuto molto fin dall’inizio dell’anno. Il crollo, iniziato lo scorso 12 giugno, ammonta a circa 3.200 miliardi di dollari: il doppio di quanto vale tutto il mercato finanziario indiano, per avere un’idea. Le aziende cinesi hanno trovato in questi giorni un modo efficace per limitare le vendite delle loro azioni da parte degli investitori: sospendere le contrattazioni.
Le azioni di quasi 200 aziende sono state ritirate dalle contrattazioni dopo la chiusura delle due borse valori cinesi (Shanghai e Shenzen) di lunedì. Con il blocco di queste 200 il numero totale di sospensioni è salito a 745, circa il 26 per cento (un quarto) di tutte le aziende quotate nel mercato finanziario cinese. Il valore totale delle sospensioni è circa 1.400 miliardi di dollari. È probabile che se non ci fossero state queste sospensioni il crollo del mercato cinese sarebbe stato peggiore del 29 per cento perso nelle ultime tre settimane.
Anche in altri paesi del mondo ci sono state aziende quotate in borsa la cui contrattazione delle azioni è stata sospesa, ma si tratta di percentuali irrilevanti se paragonate alla Cina: negli Stati Uniti le azioni sospese sono di 121 società e contano per circa lo 0,2 per cento dell’intero mercato.
La Searainbow Holding Corporation, un’azienda che si occupa di videogiochi e fibre chimiche, aveva guadagnato quasi il 150 per cento quest’anno; con il crollo iniziato il 12 giugno scorso ha perso il 54 per cento e venerdì scorso ha sospeso le contrattazioni. La Wuhu Shunrong Sanqi Interactive Entertainment, un’azienda del settore automobilistico, ha sospeso le contrattazioni lunedì dopo avere perso il 34 per cento in soli sei giorni: anche in questo caso la perdita è avvenuta dopo una crescita molto consistente avvenuta nei primi 5 mesi dell’anno, e le azioni valgono ancora circa il doppio di quello che valevano a gennaio. Steve Wang, economista della Reorient Financial Markets Ltd (un’azienda che offre vari servizi finanziari), dice che l’aumento del numero di sospensioni serve per disincentivare gli investitori a comprare nuove azioni, nel timore che anche quelle ancora libere prima o poi vengano bloccate.

http://www.ilpost.it/2015/07/07/cina-borsa-shanghai-contrattazioni-sospese/ 

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