L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 7 luglio 2015

2015 crisi economica, quei cialtroni tedeschi e la Deutsche Bank

Altro che Grexit. E’ la Germania il paese più a rischio d’Europa

Deutsche Bank, la più grossa banca tedesca, sarebbe esposta ai derivati per la faraonica cifra di 54,7 trilioni di euro o, per rendere più tangibile la cifra, 54.700 miliardi di euro.

Pubblicato il in Finanza | Fonte: Teleborsa
(Teleborsa) - Deutsche Bank, la più grossa banca tedesca, sarebbe esposta ai derivati per la faraonica cifra di 54,7 trilioni di euro o, per rendere più tangibile la cifra, 54.700 miliardi di euro. Circa 20 volte il PIL tedesco e almeno 5 volte il PIL dell’intera euro zona, che vale quasi 10.000 miliardi di euro.

Secondo Zerohedge, un autorevole giornale economico online americano, "la banca con la maggiore esposizione in derivati del mondo è il colosso tedesco Deutsche Bank, che con i suoi 54,7 trilioni di euro di esposizione ai derivati ha letteralmente surclassato JPMorgan, la più grossa banca d’America, ferma a 50,9 trilioni di euro”.

Ma per celare questa bomba finanziaria e, per dare una bella notizia ai clienti e ai soci azionisti della banca tedesca, si ricorre a magie contabili che schiacciano l’esposizione fino a poco più di 500 miliardi di euro in asset e circa 480 miliardi in passività.

Anche se ridimensionate, la voce derivati resta tuttavia la più grossa in un bilancio complessivo eroso dalla crisi, di 1600 miliardi di euro. Un differenziale quindi di circa 20 miliardi che ha un bell’effetto sui conti, ma solo in teoria.

A nulla sono servite le molteplici operazioni sul capitale fatte dalla banca tedesca, tra diluizioni ed aumenti, dal 2013 ad oggi. A fronte di 54,7 trilioni di derivati ci sarebbero solo 522 miliardi, vale a dire un rapporto inferiore a 1/100, di giacenze nei conti correnti dei depositanti.

“La conclusione è che questa esposizione epica in derivati è la principale ragione per cui la Germania, scalciando e urlando teatralmente negli ultimi cinque anni, ha fatto tutto quanto in suo potere per assicurarsi che non ci fosse un collasso a effetto domino nelle banche europee, che avrebbe certamente fatto precipitare la catena di collaterali in pancia a Db e la loro conversione, da lordo a netto in relazione al mark to market e che causa a Anshu Jain, come ad ogni altro amministratore di banca, risvegli bruschi”, conclude Zerohedge.

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