L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 10 luglio 2015

2015 crisi economica, separazione tra banca commerciale e d'investimento MAI fatto, non hanno munizioni a disposizione


Cina: la banca centrale interviene contro la bolla speculativa, risultati deludenti

di Marta Ruggiero | 8 Luglio 2015 - 13:09

La People’s Bank of China è costretta ad intervenire sul mercato azionario cinese e limitare gli enormi danni della bolla speculativa. Fallirà?

 

La capacità, una volta impressionante, della People’s Bank of China di gestire la seconda economia più grande del mondo e uno dei maggiori mercati azionari del globo è stata messa in discussione.
La PBOC, nell’ultimo anno, ha permesso che la bolla speculativa sul mercato di Shanghai crescesse a dismisura con la promessa di denaro facile; ora, con le organizzazioni regolatrici, sta cercando in tutti i modi di arginare l’improvvisa implosione dei mercati azionari, che ha portato ad un calo di quasi il 30% e ad una perdita di quasi 3 mila miliardi di dollari nelle ultime tre settimane.
Ciò che preoccupa è che, nonostante il taglio dei tassi di interesse e il ricorso alle riserve bancarie a fine giugno, e poi ancora l’iniezione di liquidità per arginare il panico sui mercati, la PBOC abbia ottenuto una risposta timida dal mercato azionario e non si siano ottenuti i risultati sperati.
Posto che l’85% dell’attività di trading in Cina si riconduce a piccoli investitori, la sfiducia dei consumatori potrebbe giocare un ruolo importante e portare la crescita dell’economia sotto il 7%, per la prima volta dalla crisi finanziaria del 2008.
L’opinione degli analisti
Gli economisti di Schroders sottolineano come, in piena espansione, il settore finanziario ha contribuito alla crescita del PIL dell’1,3% nel primo trimestre del 2015.
Ma l’incapacità della PBOC di gestire la crisi finanziaria, seppur temporanea, fa dubitare sul potere reale delle banche centrali.
Se la People’s Bank of China non riesce a sostenere i mercati azionari, sarà il primo caso in cui una grande banca centrale fallisce cercando di influenzare il trend del mercato con attività mirate.
ha detto Stephen Jen, della SLJ Macro Partners.
Il 28 giugno, gli economisti della BIS - Bank for International Settlements - hanno detto che una perdita di controllo da parte delle banche centrali, ora dolorosamente a corto di nuove munizioni per affrontare sia un grave crollo del mercato che un improvviso calo a livello mondiale, è una delle minacce più preoccupanti nel mondo sistema finanziario.
Secondo quanto riportato nell’85° rapporto annuale della BIS:
La politica monetaria ha subito un eccessivo sovraccarico, e per troppo tempo.
Gli analisti sostengono che adesso ci si debba concentrare su riforme economiche profonde, alleggerendo la politica monetaria e i governi fortemente indebitati.
La probabilità di turbolenze aumenterà ulteriormente se non verranno prese misure straordinarie. Più si estende un elastico, tanto più violento sarà l’effetto boomerang.
Effetti su Stati Uniti e Regno Unito
Le banche centrali di Stati Uniti e Regno Unito, temendo che i tassi vicini allo zero stiano non solo causando delle distorsioni sugli investimenti ma anche problemi sociali, si stanno muovendo per aggiornare la politica monetaria e rialzare i tassi di interesse nei prossimi mesi.
Se la Cina continua a subire un crollo del mercato e la Grecia esce dall’Eurozona, la fiducia economica globale potrebbe risentirne e si rischierebbe un altro shock finanziario.
La Federal Reserve e la Bank of England potrebbero non riuscire ad aumentare i tassi di interesse a causa della crisi globale alimentata da Grecia e Cina.

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