L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 11 luglio 2015

Boko Haram, mercenari terroristi, dietro parvenza religiosa, soldi e potere gli attentati sempre e solo contro i civili


Nigeria


Nigeria 183 

Nell’ultima settimana la regione centro-settentrionale e orientale del Paese è stata interessata da una serie di attentati perpetrati dal gruppo jihadista Boko Haram (“L’educazione occidentale è peccato” in lingua Hausa). I principali attacchi hanno colpito una chiesa cattolica nella città di Potiskum (15 morti), il villaggio di Zabarmari (35 morti), il villaggio di Kukawa, sul Lago Ciad (100 morti), la moschea di Monguno (50 morti) e la città di Jos, nello Stato del Plateau (50 morti). Una simile ondata di violenza contro apostati ed infedeli era stata minacciata dal leader del gruppo, Abubakar Shekau, all’inizio del mese sacro del Ramadan. Infatti, gli obbiettivi di Boko Haram non sono stati membri o simboli delle istituzioni nazionali, bensì chiese e comunità cristiane e religiosi e moschee ritenuti non conformi alla visione dell’Islam propugnata dal gruppo jihadista.
Nonostante i proclami che hanno accompagnato la sua elezione a Presidente, Mohamadu Buhari non è ancora riuscito ad ottenere significativi risultati nella notta contro Boko Haram. In questo senso, anche lo sforzo militare regionale profuso dai governi di Nigeria, Camerun, Ciad, Niger e Benin all’interno della Multinational Joint Task Force (MJTF), dispositivo militare congiunto operante nella regione del Lago Ciad, si è dimostrato sinora poco incisivo. Infatti, pur avendo perso un numero consistente di villaggi sotto il proprio controllo, Boko Haram continua ad avere importanti basi logistiche ed operative lungo il Lago Ciad, nella foresta di Sambisa e nelle aree intorno ala città nigerina di Diffa, nonché un esteso network di cellule e brigate attive nei principali centri urbani del nord est della Nigeria. Dunque, incalzato dalle Forze Armate regolari, il gruppo jihadista ha accentuato la tattica basata sulla guerriglia, sugli attacchi mordi e fuggi e sugli attentati suicidi al fine di destabilizzare il fronte interno di singoli Paesi ed alzare i costi economici, psicologici ed umani del loro impegno anti-terroristico.

Nessun commento:

Posta un commento