L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 5 luglio 2015

Ci sono diritti umani indisponibili di cui nessuna maggioranza può legittimamente disporre

Il presidente: solidarietà al popolo greco che fa parte dell’Europa. Occorre la stessa visione che ha portato 19 Paesi a cedere “sovranità liberamente e consapevolmente”. Ma quando mai gli italiani hanno votato per aderire all’Euro e cedere sovranità monetaria?

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Roma – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha diffuso una dichiarazione sul referendum di oggi in Grecia. “I cittadini greci hanno preso oggi, con il referendum, una decisione della quale occorre, in primo luogo, prendere atto con rispetto. Una decisione, tuttavia – sottolinea il Capo dello Stato –  che proietta, oltre ad Atene, la stessa Unione Europea verso scenari inediti, che richiederanno a tutti, sin d’ora, senso di responsabilità, lungimiranza e visione strategica”.
Commentando i risultati in base ai quali si profilava la vittoria del ‘No’ al referendum in Grecia, Mattarella ha richiamato a “quella stessa visione che ha condotto diciannove Paesi all’adozione di una moneta comune, con la cessione di sovranità liberamente e consapevolmente scelta da parte di ciascuno Stato aderente, sapendo che ogni modifica delle sue regole passa attraverso una discussione collegiale tra pari”.
“La Grecia fa parte dell’Europa e, nei confronti del suo popolo, non deve venir meno la solidarietà degli altri popoli dell’Unione“, ha però evidenziato il presidente della Repubblica, secondo il quale questi saranno “nei prossimi giorni, i principi ispiratori dell’azione dell’Italia e mi auguro anche dei rappresentanti del popolo greco, degli altri partners europei e delle Istituzioni dell’Unione”. 

Andrebbe però chiesto al presidente della Repubblica in quale parte della storia delle istituzioni politiche si è verificata una cessione di sovranità non ratificata dal voto popolare, quale atto di definitiva approvazione di decisioni assunte dal Potere Legislativo.
Nessun cittadino italiano ha memoria di aver votato per l’adozione dell’Euro e per la cessione della sovranità monetaria

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