L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 3 luglio 2015

Comunione e Liberazione, Sistema di potere e soldi offre la sua passerella agli impresentabili

Comunione e liberazione, chi andrà al Meeting di Rimini (non solo Renzi e Carrai)

03 - 07 - 2015 Giovanni Bucchi
Comunione e liberazione, chi andrà al Meeting di Rimini (non solo Renzi e Carrai)
Dopo il grande rifiuto dell'anno scorso, il premier sarà all'evento di Cl con ben 5 ministri. Tra gli ospiti anche il suo fedelissimo Carrai e una schiera di imprenditori e manager. Niente palco per i parlamentari ciellini Lupi, Mauro e Formigoni...
Cinque ministri, il vicepresidente e un giudice emerito della Corte costituzionale, una lunga lista di manager e imprenditori di successo, economisti, giuristi, docenti universitari, giornalisti, oltre agli uomini di punta della Chiesa di Papa Francesco. Ma soprattutto il premier Matteo Renzi, lui che l’anno scorso – forte del 40,8% alle elezioni europee – aveva deciso di snobbare quel palco preferendogli l’adunata dei “suoi” scout, ma che quest’anno ha deciso di esserci proprio come i suoi predecessori Enrico Letta e Mario Monti. Che sia l’edizione del riavvicinamento del Meeting per l’Amicizia tra i popoli alla politica (sempre che se ne sia allontanato) è presto per dirlo, di sicuro la presenza di certi esponenti del governo a partire dal presidente del Consiglio è destinata ad accendere i riflettori sulla 36° edizione della manifestazione di Comunione e liberazione a Rimini.
IL GOVERNO IN POMPA MAGNA
I vertici del Meeting si erano mossi per tempo. Avevano messo in campo tutte le diplomazie e i contatti a loro disposizione pur di strappare un sì al premier. Si è scomodata nei giorni precedenti alla conferenza stampa di ieri sera a Roma pure la storica presidente della Fondazione organizzatrice, Emilia Guarnieri, scesa nella capitale in anticipo proprio per andare a bussare alla porta di Palazzo Chigi. E alla fine Renzi ha detto di sì. Interverrà martedì 25 agosto alle 13 in Fiera a Rimini in un incontro dal titolo “L’Italia e le sfide del mondo”. Insomma, potrà dire quel che gli pare, dialogando con la stessa Guarnieri e con Giorgio Vittadini, fondatore della Compagnia delle opere e oggi al vertice della Fondazione per la Sussidiarietà.
Decisive per arrivare a questo risultato le relazioni avviate coi vertici del governo da alcuni uomini vicini a Cl, a partire dal sottosegretario all’Istruzione, Gabriele Toccafondi (Ncd), fiorentino come il premier e per il quale ha lavorato come collaboratore alla Camera Stefano Pichi Sermolli, l’attuale capo ufficio stampa del Meeting; un altro fiorentino di area ciellina è Raffaele Tiscar, vicesegretario generale alla presidenza del consiglio, così come è vicina al Movimento pure Chiara Lanni, moglie del sindaco di Firenze Dario Nardella. Ma soprattutto (e non è certo un caso) al Meeting sarà presente un altro amico di Cl come Marco Carrai, il renzianissimo manager e imprenditore; interverrà in qualità di presidente di Cambridge Management Consulting Labs Srl a un dibattito sulla tecnologia.
Non sarà comunque solo il Meeting del premier. Oltre a lui sfileranno sul palco di Rimini anche i ministri Giuliano Poletti, Pier Carlo Padoan, Gianluca Galletti, Maurizio Martina e Graziano Delrio. Non Stefania Giannini, titolare del dicastero all’Istruzione, tema molto caro a Cl.
GLI ALTRI POLITICI CHE CI SONO. E QUELLI CHE MANCANO
Ci sarà il governatore della Lombardia, Roberto Maroni della Lega Nord, e il sindaco di Torino Piero Fassino (Pd) in qualità di presidente dell’Anci. Non mancherà il consueto appuntamento dell’Intergruppo della Sussidiarietà con Raffaello Vignali (Ap-Ncd), Marco Donati (Pd), Guglielmo Vaccaro (Misto) e Antonio Palmieri (Fi). Quindi il vicepresidente del Parlamento europeo e tra i leader emergenti di Forza Italia, Antonio Tajani, e due ex presidenti della Camera dei deputati come Luciano Violante e Fausto Bertinotti, quest’ultimo chiamato a ragionare sul tema di questa edizione (“Di che è mancanza questa mancanza, cuore, che a un tratto ne sei pieno?” da una poesia di Mario Luzi). Figura tra i presenti anche un verdiniano doc come Ignazio Abrignani, vicepresidente della Commissione Attività produttive alla Camera.
Chi invece non parlerà al Meeting saranno i parlamentari ciellini Maurizio Lupi, Roberto Formigoni e Mario Mauro, tre esponenti un tempo avvezzi a intervenire dal palco del Meeting da qualche anno tenuti alla larga.
MANAGER, IMPRENDITORI, ECONOMISTI E GIURISTI
La platea dei grandi manager e imprenditori è come sempre particolarmente folta: si va dal presidente del gruppo Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi di Linate e Malpensa, Pietro Modiano, al vicepresidente di Abi, Miro Fiordi, fino all’ad di Finmeccanica Mauro Moretti e all’ad e dg di Enel Francesco Starace, da tempo ospiti fissi del Meeting. E ancora l’ad di Ferrero spa Frederic Thil, il presidente e ceo di Etihad Airways e vicepresidente di Alitalia Sai, James Hogan, Brunello Cucinelli, Nerio Alessandri di Technogym, Carlo Tamburi, l’ad di Ferrovie dello Stato Michele Mario Elia, il presidente di Autostrade per l’Italia Fabio Cerchiai, l’ad di Wind Maximo Ibarra e quello di Sky Italia Andrea Zappia, il patron di Micoperi (l’azienda che ha risollevato la Costa Concordia) Silvio Bartolotti e il presidente di Sorgenia Chicco Testa. Sul fronte sindacale, ci sarà la leader della Cisl, Annamaria Furlan, su quello degli alti funzionari sarà la volta invece dell’ex consulente per la spending review del governo e ora tornato all’Fmi, Carlo Cottarelli. Senza dimenticare la cooperazione: da quella bianca, con il presidente di Federsolidarietà Confcooperative, Giuseppe Guerini, a quella rossa, con il presidente nazionale di Legacoop, Mauro Lusetti. Chiudono il cerchio due giuristi di primo piano nel panorama nazionale, come il vicepresidente della Corte costituzionale, Marta Cartabia, e il presidente emerito Sabino Cassese.

http://www.formiche.net/2015/07/03/renzi-chi-ci-sara-chi-al-meeting-rimini/

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