L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 1 luglio 2015

gli asini non volano ma gli uomini ragliano non c'è niente da discutere perchè questo è l'Euro che volevano

Ue: Berlusconi, Grillo, Tsipras e Le Pen vincono perché sta fallendo sogno europeo

Roma, 1 lug. (AdnKronos) – “Come siamo giunti a questo? Perché i greci hanno eletto Tsipras? E perché tanti spagnoli votano Podemos, tanti italiani Grillo, tanti francesi Marine Le Pen? Perché questa Europa sta facendo fallire il sogno europeo”. Lo scrive Silvio Berlusconi in un passaggio della lettera a Il Giornale sulla situazione in Grecia che verrà pubblicata domani.
“Certo, dal punto di vista della Realpolitik non ha molto senso utilizzare, per gli stati, la categoria dell’egoismo: la politica internazionale, infatti, si basa per larga parte sulla legittima tutela di interessi nazionali. E è proprio ragionando in termini di interesse che mi domando: a chi conviene perdere oggi la Grecia, domani magari la Spagna, dopodomani l’Ungheria, l’Italia o il Portogallo? Non credo”. Per questo il Cav invita a “porre con forza il problema di ridiscutere a fondo, radicalmente, le regole di convivenza in Europa”.

http://www.arezzoweb.it/2015/ue-berlusconi-grillo-tsipras-e-le-pen-vincono-perche-sta-fallendo-sogno-europeo-312124.html

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