L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 8 luglio 2015

gli euroimbecilli continuano la loro guerra ideologica

GIULIO SAPELLI: ''SENZA LA PARTECIPAZIONE DI RUSSIA E STATI UNITI NON SI TROVERANNO SOLUZIONI DIVERSE DAL GREXIT''

mercoledì 8 luglio 2015Oggi c'e' stata la rovente seduta del Parlamento Europeo dedicata alla Grecia. Alexis Tsipras, com'era prevedibile, ha attaccato i suoi predecessori e il susseguirsi di piani d'aiuto che anziche' risollevare il Paese, lo hanno fatto precipitare nella recessione.
Chiara la sua richiesta: "Voglio solo una riduzione del debito per restituire i prestiti e non essere sempre costretti a chiedere soldi". Una posizione condivisa anche dal segretario Usa al Tesoro, Jack Lew secondo cui il debito greco e' "ora insostenibile".
L'emiciclo dell'unione e' diviso nettamente tra chi propende per assecondare le richieste del premier greco e chi invece segue la linea del "no" irrevocabile tedesco. Per capire se sia possibile un accordo abbiamo parlato con l'economista Giulio Sapelli.
Professore, Tsipras nel suo intervento in aula a Bruxelles ha citato l'Antigone di Sofocle: "il diritto vale piu' della legge". Ma e' vero?
"Secondo Sofocle certamente. E secondo l'Antigone in particolare. Devo dire che il diritto nel sistema del Commonlow effettivamente vale piu' della legge. In quel sistema infatti la societa' viene prima dello Stato. Ma una cosa di questo tipo oggi in Europa puo' sconvolgere perche' e' invece un sistema di stampo germanico che vede i cittadini come sudditi. La Germania e i paesi baltici infatti considerano tutti i paesi economicamente piu' deboli come sudditi. In questo senso L'Antigone e' un'obiezione enorme al potere tedesco in Europa".
Piu' passano le ore e piu' risulta evidente come il nodo dell'affaire greco sia politico e non economico. Eppure si continua a discutere in termini ragionieristici. Come si puo' fare perche' si cambi l'approccio?
"Non credo che si potra' fare. L'approccio non cambiera'. Siamo in preda ad un fanatismo ideologico che parte dalle banche centrali dei Paesi e arriva fino alla Bce. E' un modus contrario al liberismo a cui loro dicono di appellarsi. E puo' essere solo gestito da dei fanatici che si fanno sucidare come Hitler nel bunker piuttosto che arrendersi". 
Dunque non c'e' soluzione? Nessun accordo?
"Senza l'intervento da parte di russi e americani nei confornti dei paesi baltici e della stessa Germania, no. Solo con una loro opera di moral suasion si potrebbe sbloccare la situazione".
Lei ritiene che l'Europa avrebbe bisogno quindi di una sorta di tutoraggio esterno?
"Servirebbe un comitato internazionale, che comprenda Russia, Usa e Cina, che studi il debito pubblico greco e le misure per farla finita con questo ampliamento delle diseguaglianze tra stati membri. Se si porta la questione fuori dalla Ue si torvera' facilmente una via d'uscita".
Lei annovera tra i partecipanti anche la Russia. Non e' folle fare sanzioni ad un Paese che potrebbe essere molto utile?
"Io lo scrivo da anni. La quesitone greca comincia in Bosnia, passa per la Macedonia e va fino a Mosca". 

http://www.ilnord.it/c-4324_GIULIO_SAPELLI_SENZA_LA_PARTECIPAZIONE_DI_RUSSIA_E_STATI_UNITI_NON_SI_TROVERANNO_SOLUZIONI_DIVERSE_DAL_GREXIT

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