L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 2 luglio 2015

L'Euro ha terminato la sua parabola, questi sono gli ultimi colpi di coda

Grecia, l'economista Borghi: "Siamo passati dalla bugia 1 alla 2. E Tsipras è un mentitore seriale"
01 luglio 2015, Adriano Scianca
Grecia, l'economista Borghi: 'Siamo passati dalla bugia 1 alla 2. E Tsipras è un mentitore seriale'
Tsipras? “Un mentitore seriale”. L'Ue? “Va avanti di menzogna in menzogna”. Così l'economista salviniano Claudio Borghi delinea la situazione greca. E, parlando con IntelligoNews, spiega: “Bisognava salvare la Grecia facendola uscire dall'Euro 3 anni fa”.

Borghi, ci spiega cosa sta succedendo in Grecia? 

«Tsipras secondo me è un mentitore seriale. Ha promesso cose che non poteva mantenere. Il problema andrebbe rimosso alle radici, ovvero rimuovendo l'Euro. Può non piacere, ma questo è. Bisognava salvare la Grecia facendola uscire dall'Euro 3 anni fa e poi usare una minima parte dei soldi che poi abbiamo speso per aiutarla a rimettersi in piedi. Questo si sarebbe dovuto fare. Ora possiamo solo dargli altri soldi, sapendo che tra qualche mese saremo di nuovo da capo». 

Si dice che comunque vada con il referendum greco, la crisi greca porterà comunque alla fine dell'Euro. Lei che ne pensa? 

«Che la cosa non mi può certo dispiacere, ma non è la Grecia che porta alla fine dell'Euro. Che l'Euro fosse finito l'ho sempre detto. Non può durare, non può stare in piedi. Il pericolo, semmai, è che l'inganno continui, dicendo magari che l'Euro è buono, è la Grecia che è un caso particolare. Si procede di menzogna in menzogna e così dalla bugia 1 (“L'Euro è irreversibile”) si è passati alla bugia 2 (“L'Euro è irreversibile, tranne che nel caso greco”)».

Insomma, anche se per la Grecia andasse male non ci sarà nessuna presa di coscienza? 

«Al contrario, ci diranno che se non facciamo i bravi faremo la fine della Grecia, cosa che non è vera anche perché la situazione di chi paga è differente da quella di chi viene pagato. Mi pare una differenza non da poco». 

La Merkel è stata la prima a replicare a Tsipras. Il fatto che ormai la cancelliera parli a nome dell'Ue rende la sua egemonia ancora più palese? 

«Ormai è tutto alla luce del sole, non so cosa ci voglia ancora per capirlo». 

Il Papa ha espresso la sua vicinanza al popolo greco, spiegando che “la dignità della persona umana deve rimanere al centro di ogni dibattito politico”... 

«Ma che dignità ci può essere con l'Euro? Che dignità ci può essere quando metti un popolo in ginocchio a subire ogni tipo di ricatti?». 

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