L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 28 luglio 2015

Il corrotto Pd un misto di incapacità e spregiudicatezza per mantenersi al potere, che miseria umana

Intercettazioni, modifica del Pd: "No carcere per i giornalisti". Orlando: non colpiremo stampa
 
Testo a firma Verini-Ermini esclude la punibilità per i cronisti che nell'ambito del diritto di cronaca utilizzano conversazioni registrate di nascosto. Esclusa anche la punibilità per registrazioni utilizzate in processi penali e amministrativi o per l'esercizio del diritto di difesa 
 
 
Il ministro della Giustizia Andrea Orlando (Lapresse)

Roma, 27 luglio 2015 - "Credo che anche la rapidità con la quale si è ritenuto di dover riscrivere la norma dimostri che non c'era alcuna volontà di colpire la stampa": così il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha commentato l'emendamento Pagano sulle intercettazioni al ddl sul processo penale. Riguardo alla possibilità di una clausola di salvaguardia per i giornalisti, Orlando ha precisato: "Mi sembra che si stia andando in questa direzione, cercando di spiegare meglio i caratteri delle attività fraudolente".

L'EMENDAMENTO-MODIFICA - Il Pd oggi ha presentato un emendamento a firma Verini-Ermini al ddl di riforma del processo penale che esclude la punibilità per i giornalisti che nell'ambito del diritto di cronaca utilizzano conversazioni registrate di nascosto. Esclusa anche la punibilità per registrazioni utilizzate in processi penali e amministrativi o per l'esercizio del diritto di difesa. L'emendamento sostituisce la norma contenuta nella legge delega con questa formulazione: "Prevedere che costituisca delitto, punibile con la reclusione non superiore a quattro anni, la diffusione al solo fine di recare danno alla reputazione o all'immagine altrui, di riprese audiovisive o registrazioni di conversazioni, anche telefoniche, svolte in sua presenza ed effettuate fraudolentemente. La punibilità è esclusa quando le registrazioni o le riprese sono utilizzabili nell'ambito di un procedimento amministrativo o giudiziario o per l'esercizio del diritto di difesa o del diritto di cronaca".

LE ALTRE VARIAZIONI - Sono in tutto tre le proposte di modifica presentate dai democratici: oltre a quella sugli ascolti, si modifica la norma con la quale la legge prevede che il pm abbia tempo 3 mesi per decidere se chiedere l'archiviazione o esercitare l'azione penale allo spirare del termine di durata massima delle indagini preliminari o dalla scadenza del termine previsto dall'articolo 415 bis del codice di procedura penale. Con l'emendamento Pd si prevede che i tre mesi cominciano a decorre comunque dal momento in cui è stato notificato alle parti l'avviso di conclusione delle indagini. Si introduce quindi una norma transitoria per prevedere che questo termine diventerà operativo solo per i procedimenti che verranno avviati dopo che la legge è entrata in vigore: le disposizioni, si legge infatti nel testo, "si applicano a procedimenti nei quali le notizie di reato sono iscritte nell'apposito registro di cui all'art. 335 codice di procedura penale successivamente all'entrata in vigore della presente legge".

I LAVORI IN AULA - Quanto agli ascolti, Ncd resta ferma sulle sue posizioni e non presenta modifiche all'emendamento a prima firma Pagano presentato in commissione. La riforma del processo penale, con 34 articoli, è approdata oggi in Aula a Montecitorio, i tempi della discussione non sono contingentati. In ambienti parlamentari non si esclude che il provvedimento possa essere licenziato in prima lettura dopo la pausa estiva, anche se nella maggioranza c'è chi ripete che non spaventa l'ostruzionismo che M5S potrebbe mettere in atto in Aula e c'è chi ventila tranquillamente l'ipotesi di lavorare anche nei fine settimana

http://www.quotidiano.net/intercettazioni-emendamento-pd-1.1176681

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