L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 3 luglio 2015

il popolo curdo combatte l'Isis/al Qaeda e vince

Siria, Obama blocca gli aiuti militari ai Curdi

Barack Obama è contrario alla fornitura diretta di armi ai combattenti curdi che si oppongono all’Isis in Siria e di fronte al netto “no” americano” alcuni Stati del Golfo ora “stanno cercando nuove vie per la lotta allo Stato islamico, senza l’approvazione statunitense”.
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E’ un’esclusiva del britannico Telegraph oggi a puntare il dito contro il presidente americano e, contemporaneamente, contro “la mancanza di leadership” e di “strategia” occidentale nella guerra all’Isis.Secondo le indiscrezioni raccolte da un “importante funzionario di un governo arabo”, ci sono stati tentativi ad alto livello di convincere Obama a fare di più per aiutare le Unità di Difesa del Popolo (Ypj), i combattenti curdi che hanno liberato Kobane e che con altre conquiste in Siria hanno di recente dimostrato di essere l’unica forza in grado – e dotata della necessaria volontà – di contrastare l’avanzata dei jihadisti del Califfato nero.
“Se gli americani e l’Occidente non sono pronti a fare qualcosa di serio per sconfiggere l’Isis, allora dovremo trovare altri modi per gestire questa minaccia”, ha affermato l’alto funzionario, “con l’Isis che continua a guadagnare terreno, semplicemente non possiamo permetterci di aspettare che Washington si svegli e realizzi l’enormità della minaccia a cui ci troviamo di fronte”.
Il Telegraph non rivela di quale Paese sia la fonte governativa, ma in Medio Oriente i malumori contro gli indugi americani non mancano, dall’Arabia Saudita alla Giordania.”Semplicemente non c’è un approccio strategico”, ha aggiunto un altro rappresentante ufficiale di un Paese del Golfo, “c’è una mancanza di coordinazione nella scelta degli obiettiivi e non c’è un piano complessivo che miri alla sconfitta dell’Isis”.
Durante l’assedio di Kobane gli Usa hanno indugiato prima di fornire assistenza aerea con i raid della coalizione ai tentativi curdi di liberare la città al confine con la Turchia. E con ogni probabilità c’è proprio il netto veto turco a qualsiasi ufficializzazione di un’alleanza armata anti-Isis tra la coalizione internazionale e le Unità Ypj. Di recente il presidente Recep Tayyip Erdogan ha fatto inviare un documento con un monito molto duro rispetto a un possibile sostegno di quello che Ankara considera il vero obiettivo curdo: liberare un territorio che un giorno potrebbe diventare uno Stato indipendente.
Le rivelazioni del Telegraph arrivano mentre a Londra si intensifica il dibattito su un possibile maggiore impegno britannico nella guerra all’Isis. Il governo ieri ha lasciato intendere di volere chiedere al parlamento di votare un piano per ampliare il raggio dei bombardamenti britannici alla Siria. Al momento la Raf partecipa solo ai raid anti-Isis in Iraq.

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