L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 1 luglio 2015

Grecia, il referendum dimostra l'inconsistenza degli euroimbecilli, è la nostra paura a farli più forti di quello che sono

Grecia, Fusaro: "Un colpo da maestro se interviene Putin: si apre la prospettiva eurasiatica"
30 giugno 2015, Adriano Scianca
Grecia, Fusaro: 'Un colpo da maestro se interviene Putin: si apre la prospettiva eurasiatica'
"Grecia fuori dall'Euro? Avrebbe un costo simbolico troppo alto, non lo permetteranno". Parola del filosofo Diego Fusaro, che spiega: "Se la Russia arriva in soccorso della Grecia potrebbe aprirsi una prospettiva eurasiatica".

La Grecia è davvero al crocevia del suo destino? 

«Il momento è decisivo. Io ovviamente sono massimamente solidale con la Grecia di Tsipras. È evidente che il sistema eurocratico sta crollando. Credo che se la Grecia uscisse dall'Euro non sarebbe un grande costo in termini economici, ma lo sarebbe in termini simbolici. Sarebbe il primo paese ad andarsene dalla moneta unica. Per questo ritengo che la troika farà di tutto per tenere dentro la Grecia»

In ogni caso l'esperienza dell'Euro sembra comunque a rischio, sia che vinca il sì, sia che vinca il no al referendum greco... 

«Certo. L'Euro di fatto non è mai partito, è un progetto fallito in partenza. Ora siamo già ai referendum dei popoli che se ne vogliono andare. Peraltro questo ci mette di fronte a una duplice contraddizione»

Quale? 

«Da una parte rischiamo di avere una Europa senza Grecia, che è una contraddizione in termini. Dall'altra vediamo la democrazia, che nacque in Grecia e che in Grecia sta morendo». 

L'ipotesi di un governo tecnico è plausibile? 

«Certo. È possibile che Tsipras venga fatto fuori e tornino al governo quelli che c'erano prima. E magari la troika li aiuterà pure, per far vedere all'inizio che la ricetta funziona». 

Lo scenario geopolitico (asse Atene-Mosca) che si sovrappone a quello economico può far sì che la crisi greca degeneri in una guerra?

«Quello della guerra è forse uno scenario un po' apocalittico. Di certo la Russia può intervenire attivamente a fianco della Grecia. Sarebbe un colpo da maestro, sia per Putin che per Tsipras, e aprirebbe quella che qualche tempo fa si sarebbe chiamata una “prospettiva euroasiatica”. In tutto questo, mentre la Grecia tratta con la Russia, l'Italia, per la consueta stupidità dei suoi governanti, continua a mantenere le sanzioni a Mosca».

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