L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 31 luglio 2015

Jobs Act, il padrone (quello grande) assume prende i soldi e poi licenzia, capolavoro del Pd


IL PIU' AUTOREVOLE QUOTIDIANO ECONOMICO DI FRANCIA FA A PEZZI IL JOBS ACT: NON PRODUCE OCCUPAZIONE, NON SERVE A NIENTE''

giovedì 30 luglio 2015
PARIGI -  Il più autorevole quotidiano economico di Francia, Les Echos, analizza la riforma del mercato del lavoro italiano denominata "Jobs Act" e giunge alla sconsolante conclusione che non è servito affatto a incrementare il numero degli occupati in Italia.
"Forse potrebbe essere ancora un po' presto per dirlo, ma la riforma del mercato del lavoro di Matteo Renzi sembra aver avuto finora un impatto molto limitato sull'occupazione totale nella Penisola".
"Secondo i primi dati pubblicati dal ministero del Lavoro negli scorsi giorni, nel primo semestre del 2015 e assunzioni con contratti a tempo indeterminato sono state il 22 per cento del totale, contro il 17,1 per cento del primo semestre 2014. Uno dei principali obbiettivi del nuovo "contratto a protezione crescente" che si applica ai nuovi assunti in base alla riforma - scrive sul quotidiano economico francese il corrispondente da Roma Pierre De Gasquet - sarebbe stato quello di invogliare i datori di lavoro a ricorrere ai contratti a tempo indeterminato grazie ai forti sconti in materia di contributi sociali. Se dunque - prosegue De Gasquet - il Jobs Act ha permesso di ottenere un saldo positivo di 282 mila contratti a tempo indeterminato nel primo semestre dell'anno contro soli 62 mila nello stesso periodo dell'anno precedente, tuttavia questo risultato e' stato raggiunto soprattutto, o forse si dovrebbe dire unicamente grazie alla trasformazione di contratti di apprendimento e di contratti di collaborazione, in netto calo, piuttosto che attraverso nuove assunzioni".
"Di fatto la forza lavoro in Italia - conclude il quotidiano Les Echos che è l'equivalente del Sole 24 Ore in Francia - resta sostanzialmente stabile a 22,33 milioni di persone attive, con un tasso di disoccupazione stabile a maggio scorso al 12,4 per cento. Senza una forte ripresa, commenta a lato sempre su Les Echos Enrico Giovannini, ex presidente dell'Istat ed ex-ministro del Lavoro di Enrico Letta, una riforma come il Jobs Act non e' in grado da sola di generare occupazione addizionale.
Di fatto, il Jobs Act non ha la capacità di risollevare l'economia italiana. E d'altra parte, non è con le "regole" che si creano gli investimenti, ma piuttosto vale il contrario: con gli investimenti si forgiano le nuove regole per incrementarli. 
Ora ci sarebbe da domandarsi se il premier Renzi legga Les Echos. Chissà.
Redazione Milano

http://www.ilnord.it/c-4359_IL_PIU_AUTOREVOLE_QUOTIDIANO_ECONOMICO_DI_FRANCIA_FA_A_PEZZI_IL_JOBS_ACT_NON_PRODUCE_OCCUPAZIONE_NON_SERVE_A_NIENTE

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