L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 1 luglio 2015

La corsa verso la Cina, quasi nessuno vuole essere tagliato fuori

In Cina e Asia - Nasce la banca globale a guida cinese

Nasce la Aiib: 50 paesi hano firmato il progetto della Banca per gli investimenti nelle infrastrutture asiatiche a Pechino. Mercato azionario cinese in perdita sulla scia della crisi greca. Primo luglio a Hong Kong, marcia per la democrazia. Corea del Nord ammessa tra i fondatori della Aiib, possibilità di aiuti finanziari alla porta.

CINA - Nasce la Banca per gli Investimenti
50 paesi hanno firmato nella Grande sala del popolo per la Banca per gli investimenti nelle infrastrutture asiatiche (Aiib) dando vita al progetto più ambizioso dal punto di vista diplomatico di Pechino. L'accordo specifica il capitale iniziale investito da ciascun paese e la necessità del 75 per cento dei voti per prendere decisioni chiave. Oltre un quarto del capitale iniziale di 100 miliardi di dollari sono investimenti cinesi. In questo modo Pechino si aggiudica di fatto il diritto di veto. Sette paesi (Danimarca, Kuwait, Filippine, Polonia, Sud Africa e Thailandia) non hanno firmato l'accordo. L'Italia figura al 14esimo posto con il 2,6 per cento degli investimenti.

CINA - Effetto Grexit
Sempre in perdita il mercato azionario cinese, nonostante l'iniezione di 50 miliardi di yuan della Banca centrale e il taglio dei tassi di interesse durante il weekend. Dal picco del 12 giugno scorso, la borsa di Shanghai ha perso oltre il 20 per cento, quella di Shenzhen più del 25 per cento. Di fatto sono stati bruciati oltre mille miliardi di euro. Intanto in Europa il premier Li Keqiang, afferma che e' "nell'interesse della Cina avere un euro forte e un'Europa forte". Gli interessi cinesi in Grecia.

CINA - 1 luglio a Hong Kong, in marcia per la democrazia

Foto credit: guardian.co.uk

L'annuale marcia per la democrazia del primo luglio che segna l'anniversario della restituzione della colonia inglese alla Repubblica popolare nel 1997 quest'anno verrà presidiata da tremila poliziotti. Intanto ieri il 18enne Joshua Wong, attivista di spicco delle proteste che hanno animato la città lo scorso ottobre ha denunciato di essere stato picchiato assieme alla sua ragazza la mattina del 29 giugno. Il 19 giugno il Consiglio Legislativo di Hong Kong ha bocciato la proposta di riforma elettorale proposta da Pechino: concedeva il suffragio universale ma filtrava i possibili candidati in base al gradimento che riscuotevano nella terra ferma.

COREE - Investire al Nord attraverso la Aiib
La Corea del Nord non è stata ammessa tra i membri fondatori della nuova Banca asiatica per gli investimenti e le infrastrutture. Pyongyang non garantiva gli standard di sicurezza e trasparenza finanziaria che la nuova istituzione vuole dimostrare di avere. Tuttavia questo non impedisce il fatto che il regime possa beneficiarne, in particolare attraverso la Corea del Sud. Seul potrà infatti investire in progetti al Nord. Servirà tuttavia l'autorizzazione di almeno il 75 per cento degli azionisti, quota probabilmente non difficile da raggiungere considerato che è quella in mano ai partner asiatici tra i quali figurano Cina, Russia e Indonesia, alcuni dei Paesi che hanno maggiori contatti con Pyongyang.
 

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