L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 11 luglio 2015

la Grecia tiene banco, a prescindere, gli euroimbecilli, anche grechi, hanno perso


Grexit

"Torniamo alla dracma". L'ala dura di Syriza sfida Tsipras e gli chiede di uscire dall'euro

Il premier greco affronta apertamente Schaeuble e il governo ellenico studia le misure per fare fronte alla possibile espulsione dall'eurozona. Intanto in casa deve confrontarsi con l'opposizione interna. E anche il suo ex ministro Varoufakis annuncia che non voterà il nuovo piano

di Luca Steinmann


Torniamo alla dracma. L'ala dura di Syriza sfida Tsipras e gli chiede di uscire dall'euro






 
 
 
 
 
 
 
 
 
Tsipras con il ministro delle finanze Tsakalotos

Cinque 'duri' di Syriza, tre deputati e due membri della segreteria del partito, hanno annunciato il loro 'no' al piano che il governo sottoporrà all'approvazione del Parlamento. In un appello chiedono all'esecutivo guidato dal premier di opporsi alle nuove misure di austerità imposte dai creditori internazionali, oppure di fare uscire il Paese dall'euro, tornando alla dracma. Firmatari della richiesta sono Stathis Leoutsakos, Antonis Ntavanelos, Sophie Papadogiannis, Costas Lapavitsas e Thanasis Petrakos.  
Non è solo l'Europa dunque ad essere intransigente. Tsipras deve fare i conti sia con i creditori che con il suo fronte interno più radicale, che è forte del supporto ricevuto dai cittadini con il referendum. Il premier greco, dunque, si trova a doversi preparare a reagire a due possibili scenari. Qualora rimanesse nell'euro e quindi accettasse le misure di austerity dovrebbe rispondere alle promesse fatte al suo partito e al suo popolo. Se invece mettesse in pratica quanto promesso, cioè di rivendicare la sovranità nazionale e abbandonare l'austerità, si troverebbe fuori dall'euro. Ed è ad affrontare questa situazione che il suo governo si sta preparando. 

Se Mario Draghi chiuderà i rubinetti bancari Atene potrebbe dotarsi di una moneta complementare all'euro. E' questo il messaggio lanciato da Alexis Tsipras alle istituzioni internazionali e ai cittadini greci. Durante un discorso Parlamento europeo a Strasburgo il premier greco ha apertamente sfidato la troika, ma soprattutto la Germania e il suo intransigente Ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble.
Schaeuble aveva invitato la Grecia ad uscire dall'euro, bocciando l'ultimo piano di riforme proposto dal suo premier, sostenendo che fosse inapplicabile perché avrebbe violato le regole dei trattati europei, sulle quali si fondano tutti gli equilibri interni alla Ue. Tsipras gli ha risposto citando un passaggio di Sofocle, dicendo che "esiste un momento in cui il diritto degli uomini vale sopra la legge".
Quello che sta avvenendo è uno scontro frontale tra la piccola Grecia e il gigante comunitario, che potrebbe indurre il presidente della Banca Centrale europea Mario Draghi a bloccare le banche greche per fare sì che le sofferenze dei cittadini ellenici inducano il governo a tornare sulla via del rigore. Se così fosse i greci si troverebbero a dovere sopravvivere senza euro e dovrebbero trovare dei mezzi di scambio alternativi ad esso. Per questo il governo di Atene, nonostante abbia sempre rassicurato di non volere abbandonare il mercato unico, si è trovato a dovere studiare delle misure alternative. Il ritorno alla dracma o l'introduzione di un'altra moneta nazionale sarebbero processi troppo lenti e faticosi per fare fronte a una situazione di emergenza immediata.
Ciò che il governo greco sta studiando è l'introduzione in breve tempo di un mezzo di scambio complementare, che sia parallelo all'euro e permetta di pagare stipendi e pensioni. A parlarne è Kathimerinì, il primo quotidiano del paese. Citando fonti anonime del governo il giornale riferisce di un piano per stampare dei 'pagherò', ossia dei buoni da utilizzare per i pagamenti che in futuro potranno essere convertiti in una nuova valuta. Nonostante il ministero delle Finanze abbia formalmente smentito, la possibilità di una loro introduzione è concreta. Lo stesso ministero, infatti, aveva anche negato che sarebbero mai state chiuse le banche.
Le citazioni di Sofocle, però, non bastano a convincere i creditori. Che hanno già cominciato a chiudere i canali finanziari e a tagliare i greci fuori dai circuiti internazionali. Le loro carte di credito funzionano solo per prodotti acquistati in Grecia ed anche per quelli vale il limite dei 60 euro al giorno.

La troika non sembra volere abbandonare la sua intransigenza e Syriza neanche. Come se non bastasse Yanis Varoufakis non sosterrà le proposte di Tsipras .  Dopo insistenti voci su una sua richiesta ai colleghi di Syriza di votare 'no' in parlamento, l'ex ministro ha annunciato che stasera non parteciperà al voto. 
Il radicalizzarsi delle opposte posizioni sta mettendo in difficoltà il premier, che ha difficoltà a stare dietro ad un'evoluzione che si sta muovendo molto velocemente, nella quale anche quello che sembrava impossibile pare concretizzarsi. Anche l'uscita dall'euro.  

Ha collaborato Christos Mazanis

http://espresso.repubblica.it/internazionale/2015/07/10/news/atene-prepara-l-uscita-dall-euro-arriva-la-moneta-complementare-1.220931 

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