L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 11 luglio 2015

L'imbecille al governo non può capire che il processo è parte integrante del risultato

Scuola ultime notizie 10/7, Renzi 'festeggia': 'Obiettivo raggiunto, non importa come'

Buona Scuola diventerà legge: Renzi 'i dissidenti erano 40, ora 24. Fossi in loro non sarei contento'.

Alla fine i numeri non contano. Non conta che la riforma della scuola passerà alla storia come la legge approvata dal minor numero di consensi dell'esecutivo, solo 277. 
Matteo Renzi festeggia il suo nuovo successo dichiarando che la cosa fondamentale è che la Buona Scuola sia diventata legge. 'E poi si dice che il governo non faccia abbastanza', afferma il premier riferendosi anche al Jobs Act e all'Italicum.
In merito ai 'soliti noti' del Partito Democratico che ha votato contro oppure si è astenuto dalla votazione, il sottosegretario all'Istruzione, Davide Faraone, si chiede come facciano a reggere se su ogni provvedimento assumono un tale comportamento.
Matteo Renzi 'giustifica' i dissidenti, facendo riferimento al fatto che si tratta di gruppi parlamentari scelti da Bersani: 'Non mi stupisco che facciano fatica a reggere un'altra linea, un altro leader e, in ogni caso, prima erano 40, ora sono rimasti in 24. Si assottigliano invece di crescere - dichiara il Presidente del Consiglio - Fossi in loro non sarei contento'.

Minoranza Dem, 'Perderemo voti dalla scuola, governo Renzi non ha ascoltato'

Bersani, Speranza, Cuperlo sono tra coloro che hanno preferito abbandonare l'aula insieme a Rosy Bindi e a Guglielmo Epifani. Alfredo D'Attorre, invece, ha compiuto un altro passo verso la fuoriuscita dal PD. 'Scriverò una lettera per giustificare il mio no. Sono diventato un'anomalia ma il governo Renzi è un'anomalia ancora più grande. La legge sulla scuola non è mai stata discussa - sottolinea D'Attorre - non c’era nemmeno nelle linee guida della candidatura di Renzi'.
In un'intervista rilasciata al quotidiano 'Repubblica', Davide Zoggia (minoranza Dem) sottolinea come questa Buona Scuola rappresenti una 'legge che rischia di far allontanare tanta gente dal Partito Democratico. Perderemo consensi e voti'. 
Zoggia ha tenuto a precisare come il mondo della scuola sia stato 'sempre un nostro mondo' e, invece, ora sono tutti contro la riforma: 'Vorrà pur dire qualcosa, no? - si chiede Zoggia - 'Il governo ha tirato dritto, non si è prestato ascolto alle grandi proteste venute da tutta Italia.' L'esponente del minoranza Dem ritiene che per i centomila assunti fosse più giusto un provvedimento ad hoc, mirato solo alla stabilizzazione dei precari, 'invece di mettere in campo tutta questa cosiddetta riforma'.

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