L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 28 luglio 2015

Lorenzin ha ragione, riallocazione delle risorse e non tagli, nella sanità pubblica, ma il corrotto Pd è percorso da furia iconoclasta a distruggere

Legge di stabilità, in arrivo tagli alla sanità. Al Senato manca per quattro volte il numero legale




Roma, 27 luglio 2015 - Potrebbero venire dalla Sanità, almeno in parte, i fondi per coprire le misure della prossima legge di Stabilità. Si tratta dei risparmi derivanti dall'"efficientamento" del sistema, che il ministro Lorenzin aveva chiesto di reinvestire nel Servizio Sanitario.

Non ci saranno i soliti tagli lineari, conferma il commissario alla revisione della spesa Yoram Gutgeld: le misure previste riguardano tra le altre cose gli acquisti di beni e servizi e l'appropriatezza delle prescrizioni. Intanto oggi è mancato per quattro volte il numero legale nell'Aula del Senato. La seduta è tolta e viene riaggiornata a domani mattina alle 9. Così oggi non si sono riuscite a votare le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni al decreto enti locali.

ZAIA ATTACCA - Il governatore del Veneto parte all'attacco: "Renzi vuole tagliare la sanità? Se non vuole uccidere le realtà virtuose come il Veneto, lo faccia esclusivamente e rigorosamente applicando i costi standard. E' semplicemente scandaloso farlo attraverso qualsiasi altro mezzo", sottolinea Luca Zaia.  I tagli, secondo Zaia, sono "mezzi iniqui, per altro, usati anche nell'ultimo taglio di 2,5 miliardi di euro di 20 giorni fa che ha visto tutte le regioni, quelle virtuose e quelle sprecone, trattate allo stesso modo e il voto contrario di Veneto, Lombardia e Liguria. Non esiste che il Veneto venga trattato come la Sicilia - incalza Zaia - e lo dico chiaro e tondo anche al Ministro Lorenzin che assicura che non saranno tagli lineari ma agli sprechi. Bene, ma la si smetta di parlare per astratto e si facciano nomi e cognomi di chi spreca. Allora si capirà che al Veneto non va tagliato nemmeno un euro".

IRA UGL - "Le promesse di Renzi sull'Imu le pagheranno le categorie più deboli con i tagli alla sanità annunciati dal consigliere economico del Presidente del Consiglio, Gutgeld: una vergogna", dichiara il segretario nazionale dell'Ugl Sanità, Daniela Ballico. Che insiste: "togliere dieci miliardi al Fondo per la sanità significa mettere definitivamente in discussione i livelli minimi di assistenza: una scelta irresponsabile che arriva a poche settimane da un ulteriore taglio di 2,5 miliardi che ha già messo in ginocchio i bilanci di molte regioni".

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