L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 11 luglio 2015

l'Ucraina si è consegnata mani e piedi agli invasori statunitensi, che portano distruzione e morte

Esteri

Ucraina, nomina di Saakashvili “è schiaffo in faccia al popolo georgiano”

Così la leader d’opposizione Burjanadze sull’ex presidente nominato governatore della regione di Odessa

 11 luglio 2015  fonte ilVelino/AGV NEWS/Sputnik Mosca

Nino Burjanadze
La nomina a maggio dell’ex presidente georgiano, Mikheil Saakashvili, alla carica di governatore della regione ucraina di Odessa è uno "schiaffo in faccia" per il popolo giordano e per il governo. Lo ha affermato oggi Nino Burjanadze, leader georgiana del movimento democratico di opposizione. Secondo Burjanadze, non emergono sentimenti amichevoli dalla scelta del presidente ucraino, Petro Poroshenko, di mettere “una persona del genere in posizioni di rilievo” e presentarla “come un modello da seguire, se non addirittura – ha sottolineato Burjanadze intervistata dal canale televisivo Rossiya-1 – come un padre della democrazia”. Burjanadze, ex speaker del Parlamento e leader della Rivoluzione delle Rose del 2003, ha proseguito sottolineando come non si possano trovare precedenti storici in cui un ex presidente di uno stato sovrano accetti la carica di governatore regionale in un altro paese. La nomina di Saakashvili – ha aggiunto Burjanadze – avrà un costo molto alto per l’Ucraina. “Il suo obiettivo principale – ha commentato – è non di spegnere il fuoco che, sfortunatamente, c’è ora in Ucraina, ma al contrario di gettarci benzina sopra” per arrivare a una ulteriore escalation con la Russia. Saakashvili ha guidato la Georgia dal 2004 al 2013 e, a pochi giorni dalla conclusione del proprio mandato, ha abbandonato il paese e si è trasferito negli Stati Uniti. Nella primavera del 2014, la Georgia lo ha accusato di appropriazione indebita di forti somme di denaro sottratte al budget dello stato (accuse però respinte dall’ex presidente) e ha avviato una indagine ufficiale. 

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