L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 31 luglio 2015

Migranti, stati che non registrano le persone in transito o residenti nel loro territorio

Pubblicato il da Sabina Schiavon

Francia, migranti disperati a Calais: assalto all’Eurotunnel

Migranti disperati nel campo di Calais: ogni notte sfidano la sorte per attraversare il canale della Manica

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Ogni notte sono almeno 200 i migranti disperati che, dal porto francese di Calais, cercano di raggiungere la Gran Bretagna, considerata attualmente una vera e propria terra promessa. Tanti anche gli incidenti che vedono protagonisti gli stessi migranti.
Oramai da settimane, ogni notte si ripete la medesima storia: migranti in fuga verso Dover, porta per la Gran Bretagna. Se nei giorni scorsi, però, puntavano soprattutto a salire sui camion fermi prima dell’imbarco, attualmente i loro obiettivi sono gli shuttle dell’Eurotunnel. L’assalto avviene in gruppi di 200/300 persone: cercano di saltare la barriera che copre un perimetro di 23 km o infilarsi nei buchi della rete per poi dirigersi verso il terminal delle navette che trasportano gli automezzi, da Coquelles sino a Dover. Arrivati lì, cercano di salire sugli shuttle che molto spesso sono già in movimento. Tutto ciò, chiaramente, non senza incidenti: 9 vittime dall’inizio di giugno, l’ultimo è un ragazzo ventenne sudanese rimasto schiacciato da un camion. Nonostante questo, però, sono almeno 148 i migranti che, solo martedì notte, sono riusciti nel loro intento di raggiungere la terra promessa.
Passati quasi tutti per la Stazione Centrale di Milano, i migranti dell’accampamento giungla di Calais hanno come solo ed unico obiettivo Londra. Molti di loro, infatti, hanno nella capitale britannica parenti ed amici ad aspettarli. Di conseguenza, l’allarme a Londra è molto alto: notizia di ieri è che il governo britannico ha stanziato altri 10 milioni di euro per rafforzare le misure di sicurezza e sopperire alle richieste del consorzio Eurotunnel che, da inizio anno, ha dovuto fronteggiare 37 mila migranti e una perdita di oltre 9 milioni di euro.

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