L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 11 luglio 2015

No, l'euroimbecille al governo del corrotto Pd non ha la capacità di governare l'Italia


Rimborsi Pensioni, Federmanager: pronti a nuovo ricorso alla Consulta  

Sabato, 11 Luglio 2015 08:30
Scritto da redazione
 
L'Associazione che riunisce i dirigenti e i manager di aziende ha deciso di ricorrere contro il decreto governativo che limita i rimborsi ai trattamenti al di sotto di sei volte il minimo inps.

Federmanager si prepara ad impugnare il decreto legge sulla rivalutazione delle pensioni. "Abbiamo già dato mandato ai nostri legali di preparare un'azione contro il decreto 65/15, ancora in fase di conversione, che non è minimamente rispondente ai rilievi avanzati dalla Corte Costituzionale" commenta il Presidente dell'Associazione che riunisce dirigenti e quadri sia pubblici che privati, Giorgio Ambrogioni. Un risultato inevitabile dopo la decisione del Governo di non restituire nulla ai pensionati con prestazioni superiori a sei volte il trattamento minimo (circa 2900-3000 euro lordi al mese), importi non certamente d'oro fanno notare da Federmanager. Bensì un ceto medio che si è fortemente impoverito che hanno già pagato duramente

L'idea era già nell'aria. Del resto Federmanager è stata la promotrice, assieme a ManagerItalia, del primo ricorso che ha portato alla bocciatura costituzionale del blocco della perequazione sulle pensioni. Ora che il decreto legge 65/2015 si avvia alla conversione definitiva senza modifiche sostanziali rispetto al testo governativo già in vigore, Ambrogioni ha dato mandato ai legali per un nuovo ricorso che avrà come sua destinazione finale nuovamente la Consulta.
Dure critiche per il piano Boeri il quale, tra l'altro, intende introdurre un nuovo contributo di solidarietà sulle pensioni piu' elevate per finanziare la flessibilità in uscita. "Di sicuro le pensioni di chi rappresento non sono d'oro, precisa Ambrogioni. "In generale, comunque, bisogna smetterla di considerare qualsiasi trattamento appena più elevato della media come il frutto di un privilegio. Si tratta di pensioni ottenute attraverso il regolare pagamento dei contributi. I miei iscritti hanno assegni tra il 60­-70% dell'ultima retribuzione. Dov'è l'anomalia?".

Sul tema delle pensioni "abbiamo chiesto al ministro Poletti un incontro e speriamo che avvenga al più presto perché è urgente aprire una riflessione seria e non ideologica sul nostro sistema pensionistico e sull'esigenza di flessibilizzare in modo insostenibile l'accesso al pensionamento".

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