L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 3 luglio 2015

Siria, Turchia e Giordania pronti ad invadere un paese sovrano fermati dalla Russia


Putin avverte circa un possibile intervento straniero in Siria

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2 luglio 2015
I preparativi del regime di Recep Tayyip Erdogan in Turchia e del re Abdulá II di Giordania per intervenire  militarmente in Siria, con il fine di creare illegalmente una zona cuscinetto, hanno determinato una ferma risposta del presidente russo, Vladimir Putin, il quale ha mostrato apertamente il suo appoggio al governo siriano ed al presidente Bashar al Assad nel corso di un incontro con Walid Muallim, ministro degli esteri siriano, presso il Cremlino, in presenza del ministro degli esteri russo, Serguei Lavrov.
Putin ha ribadito che la sua politica di appoggiare la Siria, il governo della Siria ed il popolo siriano, non è affatto cambiata.

Il presidente russo ha avvertito ripetutamente  i governi occidentali contro un possibile intervento nel conflitto siriano o circa  qualsiasi tentativo di rovesciare il presidente Bashar al-Assad, segnalando che, nel caso in cui dovessero entrare truppe straniere in Siria, Mosca risponderà.

La Russia non ha specificato quale azione di risposta sarebbe contemplata, tuttavia ci sono varie opzioni. I russi dispongono di forze navali e di truppe da sbarco nel Mar Mediterraneo e nel Mar Nero, capaci di arrivare in Siria in un breve lasso di tempo. Le basi aeree nel sud della Russia sono anche molto vicine e possono inviare aerei nel caso di un qualsiasi tipo di dichiarazione di interdizione aerea in Siria.



Secondo il sito web israeliano debka.com, un possibile intervento militare dei turchi e della Giordania in Siria è stato il tema dominante nella conversazione telefonica avutasi tra Putin ed il Presidente nord americano, Barack Obama, il 26 di Giugno. I comunicati di Mosca e Washington hanno parlato di una “situazione pericolosa” in Siria.
Nel corso della riunione con il ministro siriano Mualim, Putin e Lavrov hanno promesso di mantenere l’aiuto militare ed economico alla Siria ad un livello sufficiente per ottenere la sconfitta futura dei gruppi di terroristi e mercenari che hanno infestato il paese.

http://www.informarexresistere.fr/2015/07/02/putin-avverte-circa-un-possibile-intervento-straniero-in-siria/ 

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