L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 6 luglio 2015

Spazio, c'è l'abbiamo fatta!

Spazio, al terzo tentativo i rifornimenti raggiungono finalmente la stazione internazionale, gli astronauti: «Per noi è come se fosse Natale»

di Paolo Ricci Bitti
 
Molto meglio tardi che mai. Finalmente, al terzo tentativo, i rifornimenti sono arrivati sulla stazione internazionale spaziale. Il cargo russo Progress, portato in orbita da un razzo Soyuz, si è agganciato perfettamente al portellone dell'Iss e parecchie persone, tra le stelle e a terra, da Houston a Mosca a Bajkonur, hanno tirato un lunghissimo respiro di sollievo. Figurarsi che questo carico avrebbe dovuto raggiungere la stazione spaziale il 28 aprile, quando sull'Iss c'era ancora Samantha Cristoforetti, costretta (sia pure benvolentieri) a prolungare la missione di quasi un mese per colpa della perdita della navicella russa. Considerato che ben due lanci (appunto quello russo di aprile e successivamente quello americano dsel 28 giugno) erano falliti, si può immaginare l'attesa per questo nuovo lancio decollato il 3 luglio.

Tra l'altro i russi, per limitare al massimo i rischi, hanno usato non l'ultima ma la penultima versione della combinazione lanciatore-cargo, in attesa di avere un quadro completo di quello che è andato storto in aprile. Insomma, semplificando un po' ma non troppo, per rifornire la più mirabolante e avanzata macchina costruita da un consorzio di superpotenze spaziali non c'è al momento niente di meglio della tecnologia dell'Unione sovietica degli anni Sessanta.

E già i russi hanno il monopolio e la responsabilità di gestire l'unico taxi per portare astronauti e cosmonauti avanti e indietro in orbita. Con gli americani che, abbandonato il programma Shuttle, non sembrano ancora vicini ad affiancare le Sojuz anche nonostante la partecipazione di aziende private.

Fatto sta che il tardivo arrivo del cargo Progress ha innescato strani cortocircuti temporali: gli astronauti sull'Iss si sono sentiti "come a Natale nel mese di luglio", ha esclamato per tutti il russo Gennady Padalka. La navetta consegna 3 tonnellate tra cibo, carburante, materiali e pezzi di ricambio. E anche parecchia speranza, che non pesa nulla ma che non deve mai mancare in queste missioni. Questo cargo e anche il primo dei tre Progress che assicureranno i rifornimenti fino alla fine dell'anno, insieme con il cargo giapponese Htv, il cui lancio è previsto in agosto. Questa volta è andato tutto come da manuale: a partire dal lancio, avvenuto il 3 luglio dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan, all'avvicinamento alla Stazione, fino all'aggancio avvenuto in modo automatico alle 9,11 (ora italiana) al sistema di attracco Pirs del modulo di servizio russo Zvezda.

Dall'interno del modulo i due astronauti russi Padalka e Mikhail Kornienko hanno assistito alle operazioni ed erano pronti ad assumere il controllo manuale sul sistema di attracco della navetta in caso di problemi. Il terzo membro dell'equipaggio, l'astronauta americano Scott Kelly, ha invece filmato l'arrivo di Progress. «Ragazzi, complimenti: il vostro carico è arrivato» ha detto il direttore di volo russo Vladimir Solovev dal centro di controllo della missione vicino Mosca. «Grazie mille per l'invio. Ci sentiamo come se fosse Natale nel mese di luglio» ha ripetuto più volte Padalka, fresco recordman di permanenza nello spazio.

Anche se sulla Stazione Orbitale ci sono scorte per lunghi periodi, la tensione era altissima. Nell'ottobre 2014 è andata distrutta la navetta-cargo Cygnus a causa dell'esplosione dopo il lancio del razzo Antares della Orbital Sciences, una delle aziende che organizza per la Nasa i voli per consegnare rifornimenti alla Stazione. Il 28 aprile scorso un cargo Progress è andato perduto in seguito ad un problema tecnico del lanciatore e il 28 giugno un malfunzionamento del lanciatore Falcon X ha portato alla perdita della navetta Dragon, entrambi costruiti e gestiti dalla Space X per la Nasa. Dopo il fallimento del Progress l'agenzia spaziale russa ha avviato una verifica che ha spostato tutta la tabella di marcia di partenze e arrivi sulla stazione, a cominciare dal rientro dell'astronauta dell'Agenzia spaziale italiana e dell'Agenzia spaziale europea, Samantha Cristoforetti, attualmente in Germania per completare il periodo di riadattamento alla forza di gravità

Il suo ritorno, con l'americano Terry Virts e il russo Anton Shkaplerov, è slittato dal 14 maggio all'11 giugno. È stato spostato di due mesi invece il volo della Souyz che porterà il nuovo equipaggio di tre uomini a bordo della Stazione Spaziale. Previsto per il 26 maggio, il lancio è stato rinviato al 24 luglio.
 

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