L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 31 agosto 2015

2015 crisi economica, Mass Media imbecilli vedono il dito e non la luna

USA: il vero pericolo è il Canada 

Gabriele Picello | Articolo pubblicato il 30/08/2015

Nella settimana passata abbiamo assistito ad un tragico aumento della volatilità tradottosi nell’ormai (tristemente) famoso Black Monday. Tutti abbiamo additato la Cina come principale responsabile di tale tracollo dei mercati, ma per gli Stati Uniti siamo sicuri che il nemico non sia più vicino?

Un vecchio proverbio recita “Dagli amici mi guardi Iddio, che ai nemici ci penso io!” ed in questo caso la saggezza popolare risulta essere quanto mai appropriata: vediamo cosa succede in Canada!

Canada

Il Canada ha vissuto una recessione tecnica nel corso del primo semestre 2015 ed il fatto che il primo mercato USA (in termini di export) sia in una condizione di crisi potrebbe influenzare negativamente la crescita della maggiore economia a livello globale.

Il Prodotto Interno Lordo (PIL) del Canada ha visto un secondo trimestre in fase di contrazione: questo è quanto si attendono gli operatori dai dati che saranno diffusi nella giornata dell’1 settembre.

Per la precisione gli analisti - che hanno partecipato ad un sondaggio condotto da Bloomberg - si attendono una contrazione pari all’1%, peggiore, quindi, rispetto al calo dello 0.6% registrato nel primo trimestre.

“Se il Canada soffre - dice Bricklin Dwyer, BNP Paribas - allora soffrono anche gli esportatori statunitensi: il Canada è più importante della Cina”.

La riflessione di Dwyer lascia perplessi, pensiamo a come i main stream media ci hanno letteralmente martellato parlandoci del rallentamento dell’economia cinese registrato dopo la svalutazione della divisa locale, ebbene, l’impatto di questi eventi macroeconomici sull’economia USA potrebbe essere decisamente contenuto e nettamente inferiore rispetto alle possibili conseguenze di un calo della domanda in arrivo dal Canada!

Il Canada pesa per il 19% delle esportazioni degli Stati Uniti ed a questo segue il Messico (16%): entrambi i paesi citati risultano influenzare le esportazioni USA molto più di quanto possa fare la Cina con il suo 7%!





In questo contesto spicca il calo del Dollaro Canadese che, da inizio anno, lascia sul parterre il 12% contro il Dollaro USA, contro un calo di appena il 3% dello Yuan cinese.

Gli economisti e la Federal Reserve devono quindi cancellare la questione cinese con un colpo di spazzola? Sicuramente no, ma, come asserisce Stanley Fischer (vice presidente della Federal Reserve) “… Ci sono molti paesi che possono essere influenzati dalle attività commerciali con la Cina, la questione è riuscire a capire cosa questo comporta per noi”.

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