L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 12 agosto 2015

2015 crisi economica, potevano mai pensare i capitalisti occidentali che quelli cinesi sarebbero rimasti inerti di fronte alle loro manovre per uscire fuori dal pantano della crisi?

Cina sconvolge i mercati: crollano tassi Bund e Treasuries. L'allarme tsunami di SocGen

WSI | Pubblicato il 12 agosto 2015

"E' solo l'inizio", avverte Albert Edwards. Tornerà crisi 2008. Grafico: rendimenti titoli tedeschi a due anni a minimo record.

Acquisti sui Bund portano i tassi tedeschi a due anni a testare nuovi minimi record.
Acquisti sui Bund portano i tassi tedeschi a due anni a testare nuovi minimi record.

ROMA (WSI) - La Cina continua a sconvolgere i mercati di tutto il mondo, provocando forti oscillazioni ovunque.

Gli acquisti sui Bund tedeschi fanno scivolare i tassi a due anni al minimo record, e salgono anche i Treasuries, i bond sovrani del Regno Unito e i bond giapponesi. In quest'ultimo caso, i tassi decennali scivolano al minimo in tre mesi.

Arriva l'alert di Albert Edwards, di Société Générale, che avverte di prepararsi a un maremoto di deflazione, dopo l'ennesima svalutazione sullo yuan operata dalla Cina. E arriva anche la notizia della decisione della conferenza stampa che la People's Bank of China terrà domani.

"La svalutazione dello yuan è stata una delle mie previsionipiù importanti, diverse dal consensus, degli ultimi anni - scrive Edwards - E' solo l'inizio. Gli investitori dovrebbero prepararsi a uno tsunami di deflazione dall'Asia...Fate attenzione a non sbagliare, questo è l'inizio di qualcosa di grande, di qualcosa di brutto. L'Occidente ha tirato un sospiro di sollievo negli ultimi mesi, pensando che in qualche modo le pressioni deflazionistiche si fossero smorzate - specialmente a livello core. Noi abbiamo continuato a enfatizzare che la deflazione si sta intensificando in Asia".

Edwards continua: "Prevediamo che l'accelerazione delle svalutazioni sui mercati emergenti si tradurranno in ondate di deflazione fino all'Occidente, mettendo sotto pressione una redditività delle aziende che sta già facendo fatica e riportadoci direttamente in recessione. Aspettatevi una crisi finanziaria dello stesso livello del 2008".

Si smorzano anche le attese su un rialzo dei tassi Usa da parte della Fed nella riunione di settembre, con la probabilità che scende al 38%, mentre si scommette ora sull'adozione di una politica monetaria restrittiva da parte della Bank of England nell'agosto del 2016, stando almeno al prezzo delle opzioni.

Tornando ai titoli di stato, i tassi a due anni tedeschi sono crollati sotto -0,29%, al livello più basso da quando Bloomberg ha iniziato a raccogliere i dati nel 1990. I tassi decennali sui Treasuries Usa oscillano attorno al 2,07%, mentre quelli dei bond UK arretrano all'1,77%.

"I mercati si sono ribaltati di 180 gradi - ha commentato a Bloomberg Daniel Lenz, responsabile strategist presso DZ Bank a Francoforte - All'inizio della settimana, le attese su un rialzo dei tassi da parte della Fed si sono tradotte in un aumento dei rendimenti; ora le preoccupazioni sulla Cina stanno scatenando l'opposto".

Lo smorzarsi delle speculazioni sulle mosse della Fed porta l'euro a salire fino a $1,1158, con il dollaro che testa il minimo in un mese, dallo scorso 13 luglio. (Lna)


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