L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 1 agosto 2015

Cile e Bolivia prove di dialogo

Evo Morales propone al Cile la mediazione del Papa

Il Presidente della Bolivia: un negoziato per risolvere entro cinque anni il contenzioso sullo sbocco al mare con «il fratello Francesco» come garante


Il presidente della Bolivia Evo Morales ha proposto ufficialmente al governo del Cile di aprire un negoziato per la soluzione del contenzioso sullo sbocco al mare nel quale papa Francesco sia riconosciuto dalle parti come garante. L'annuncio è stato dato nel corso di una conferenza stampa dallo stesso presidente boliviano e si ricollega a uno dei temi affrontati durante il recente viaggio di Bergoglio in America Latina. Morales ha proposto alla presidente del Cile Michelle Bachelet di recarsi insieme in visita in Vaticano, per sancire l'inizio di questo processo. Tra l'altro proprio il Cile è uno dei paesi che papa Francesco ha in agenda per i suoi viaggi del 2016.

Era stato per primo il governo di Santiago - il 10 luglio scorso, proprio mentre papa Francesco si trovava sulle Ande - a rendere nota la propria disponibilità a ristabilire le relazioni diplomatiche con la Bolivia, interrotte dal 1978. Uno strappo dietro al quale c'è sempre la questione dello sbocco al mare, 400 chilometri di costa persi dalla Bolivia nella guerra combattuta tra il 1879 e il 1883 e da allora costantemente motivo di attrito tra i due Paesi. Morales adesso ha risposto dichiarando che anche La Paz è disponibile a ristabilire relazioni diplomatiche con il Cile, rilanciando però con questa proposta di un negoziato teso a risolvere la questione dello sbocco al mare entro cinque anni.

Morales ha anche sostenuto che «le parole di papa Francesco hanno suscitato commenti positivi, buone iniziative e un sostegno internazionale al popolo boliviano in questa grande rivendicazione di tornare all'Oceano pacifico con uno spazio sovrano». Va aggiunto subito che le prime reazioni del governo cileno sono state fredde: il portavoce di Michelle Bachelet, Marcelo Diaz, ha risposto che la ripresa delle relazioni diplomatiche deve avvenire «senza condizioni»; del resto nelle sue posizioni ufficiali Santiago ha sempre escluso la possibilità di ridiscutere la questione di uno sbocco sul mare per la Bolivia, in qualunque forma. Dal 2013 - inoltre - sulla vicenda pende anche un ricorso presentato da La Paz davanti alla Corte internazionale di Giustizia dell'Aja; istanza alla quale Santiago non riconosce alcuna giurisdizione sulla vicenda.
Proprio per questi motivi papa Francesco era stato molto prudente durante il suo viaggio in Bolivia. Durante la conferenza stampa nel volo di ritorno - a un giornalista boliviano che gli chiedeva espressamente se avrebbe accettato una richiesta di mediazione tra i due Paesi su questo tema - aveva risposto che «la questione della mediazione è molto delicata e sarebbe come un ultimo passo; l’Argentina lo ha vissuto con il Cile (nel 1978 sul canale di Beagle ndr) ed è stato realmente per evitare una guerra». In quell'occasione papa Francesco aveva anche chiarito il senso delle parole pronunciate sull'argomento nei giorni precedenti: «Nella cattedrale della Bolivia - aveva spiegato - ho toccato questo tema in modo molto delicato, tenendo conto della situazione di ricorso al tribunale internazionale. Ricordo perfettamente il contesto: “I fratelli devono dialogare, i popoli latinoamericani dialogano per creare la patria grande, il dialogo è necessario”. Lì mi sono fermato, ho fatto silenzio, e ho detto: “Penso al mare”. E ho continuato: “Dialogo e dialogo”. Voglio che sia chiaro - aveva aggiunto - che il mio intervento è stato un ricordare questo problema, ma rispettando la situazione come si presenta ora. Stando in un tribunale internazionale, non si può parlare di mediazione, né di facilitazione, bisogna aspettare».

http://www.lastampa.it/2015/07/31/esteri/vatican-insider/it/evo-morales-propone-al-cile-la-mediazione-del-papa-gMfwNp1VX5ywWhK9ogxZFL/pagina.html

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