L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 14 agosto 2015

Cisl, voi sindacalisti che vi dichiarate onesti, non potevate non sapere e avete taciuto complici

Stipendi d’oro Cisl, i metalmeccanici:
qui non si arriva a 2 mila euro al mese

Nelle altre sigle l’eccezione di Bresciani (Cgil): 3.500 euro, quasi tutti a carico della banca di cui è dipendente

di Alessandra Bevilacqua

Scandalo stipendi ai vertici della Cisl nazionale. Bergamo non ci sta. «Non permetteremo che la disonestà di pochi infanghi la gloriosa storia della nostra organizzazione»: Luca Nieri, segretario dei metalmeccanici Cisl, prende decisamente le distanze dalla vicenda degli altissimi stipendi dei dirigenti nazionali del suo sindacato. «Noi, ancora oggi - aggiunge - camminiamo con le gambe di tantissime persone oneste e sui valori di solidarietà e dignità». Per questo è il primo a fare chiarezza sui compensi percepiti ai vari livelli provinciali. «Nella Fim di Bergamo (come anche nelle altre categorie della Cisl, ndr) gli stipendi medi vanno dai 1.400 ai 1.600 euro netti per quel che riguarda gli operatori, mentre quelli dei segretari sono attorno ai 1.700 euro mensili, e il segretario generale di categoria arriva a 1.900 euro. Stipendi di cui non ci lamentiamo, ma che sottendono un impegno costante e quotidiano».
A livello provinciale «applichiamo con trasparenza un regolamento unico a tutte le categorie - spiega Ferdinando Piccinini, segretario generale Cisl -, con riferimento a quello regionale». Con differenze di qualche centinaio di euro in più o in meno, cifre simili vengono indicate anche dalle altre sigle sindacali provinciali. In Cgil, per esempio, gli operatori percepiscono al netto circa 1.300-1.500 euro (pari a 1.600 lordi), i segretari tra i 1.400 e i 1.600 (1.700 lordi) e i segretari generali di categoria fra i 1.600 e i 1.700 euro (circa 1.800-1.900 lordi). «È il regolamento nazionale a stabilire quali sono gli emolumenti per ogni singola figura - illustra il segretario Luigi Bresciani -. E a Bergamo, come in tutta la struttura confederale, i gettoni di presenza non vengono trattenuti dal singolo sindacalista, ma sono versati direttamente alla Cgil. Per trasparenza, poi, i compensi sono chiaramente espressi nel bilancio sociale».
Alla Uil, gli operatori e i funzionari ricevono tra i 1.600 e i 1.800 euro netti, cifra che per i segretari generali di categoria salgono a somme comprese tra i 1.900 e i 2 mila euro. «Abbiamo un regolamento di riferimento - specifica il segretario generale Amerigo Cortinovis -, che si differenzia in base alle potenzialità dei territori. E si articola in ogni categoria, con una certa autonomia nel decidere eventuali aumenti, rifacendosi all’applicazione del contratto nazionale del settore di provenienza». Per quanto riguarda i segretari generali bergamaschi, stupisce leggere che Bresciani percepisca 3.500 euro netti al mese. «Ma alla Cgil costo solo 240 euro, il valore dell’indennità di carica - assicura -. Provenendo dal settore bancario, il mio è un caso particolare rispetto ai 2.100 euro netti previsti dal regolamento. Come per il settore trasporti e quello del pubblico impiego, infatti, ci sono gli accordi nazionali per il distacco aziendale, per cui continuo a percepire dalla banca lo stipendio da funzionario».
Al secondo posto c’è Piccinini (Cisl) con 2.500 euro netti, «comprensivi dell’indennità di carica, che a Bergamo e in Lombardia è del 15%, la metà di quella applicata a livello nazionale. E due anni fa abbiamo anche deciso di non fare adeguamenti, perciò abbiamo valori più bassi rispetto a quanto previsto dal regolamento regionale, già inferiore rispetto a quello nazionale». Infine, Cortinovis (Uil) dichiara circa 2.100 euro complessivi netti, che «però pesano sulle casse della Uil solo per la parte corrispondente al ruolo svolto».

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