L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 21 agosto 2015

Comunione e Liberazione la setta che applaude un rappresentante della setta dei Fratelli Musulmani

E l'imam radicale viene a dare lezioni di dialogo

A Rimini un esponente di un'associazione francese vicina ai Fratelli musulmani


«Io sono diverso da voi, ma non voglio destabilizzarvi. Voglio rassicurarvi», dice l'imam incassando alla fine del suo intervento un applauso fragoroso.


Siamo all'incontro di apertura del Meeting di Rimini. Ci sono un cardinale (Jean-Louis Tauran), un rabbino (Haïm Korsia) e, appunto, anche un esponente della comunità musulmana francese, Azzedine Gaci, rettore della Moschea Othmane di Villeurbane.
Il titolo dell'incontro non lascia spazio a dubbi: «Le religioni sono parte della soluzione, non il problema». La tesi è che con la violenza religiosa (quindi dell'Islam radicale) i veri musulmani non c'entrano niente. La presidente della fondazione Meeting, Emilia Guarnieri, parla di un «grande incontro di apertura». Le tesi dialoganti di Gaci piacciono anche alla platea.
Peccato che sulla scelta dell'esponente islamico sia nata la prima polemica del meeting. Che sarebbe solo religiosa se non fossimo in tempi di Isis. Ad innescarla è stata la Bussola quotidiano , media online cattolico, non nuovo a polemiche con il Meeting di Comunione e liberazione. Gaci, campione del dialogo tra cristiani e Islam (ha partecipato anche a un incontro con il Papa), secondo la Bussola è anche esponente della Union des Organisations Islamiques de France (Uoif). Filiazione dei Fratelli Musulmani, a sua volta braccio politico mondiale dell'Islam. Moderati nei toni, meno nelle mire. Organizzazione dichiarata illegale in quanto terroristica in vari stati arabi, compreso l'Egitto (dove erano fortissimi), in tutta la penisola araba in Tagikistan e Uzbekistan. Paesi islamici, quindi, ma preoccupati dalle tattiche politiche dei Fratelli.
La scelta del Meeting, a giudizio della Bussola , è completamente sbagliata. In un articolo postato ieri si riporta la testimonianza dei musulmani francesi che criticano l'Uoif. Uno è l'intellettuale musulmano Soufiane Zitouni. Ex insegnante del liceo islamico francese che si trova a Lille ed è vicino all'Uoif. Ha lasciato la scuola dopo la strage nella redazione di Charlie Hebdo . Poi Ferid Abdelkrim, altro fuoriuscito dall'Uoif, che ha rivelato l'omertà e i vincoli che legano chiunque detenga cariche all'interno dell'organizzazione francese. Prima fra tutte, un giuramento di fedeltà alla Fratellanza Musulmana. Sarà per questo che Gaci ha sorvolato sulla sua appartenenza all'Unione nella sua biografia inviata al Meeting, scrive il quotidiano online. Un interlocutore quantomeno controverso.

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