L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 11 agosto 2015

el Sisi contro quelle persone che abusano dell'Islam per promuovere violenza ed estremismo


Egitto: al via il prossimo 17 agosto Conferenza internazionale sulla Fatwa contro l’estremismo religioso
 
Il Cairo, 11 ago  - (Agenzia Nova) - La Conferenza internazionale sulla Fatwa giunge dopo le forti critiche lanciate dal al Sisi contro il l’establishment religioso e in particolare contro le autorità dell’Università islamica di al Azhar che sarebbero colpevoli di aver fallito nel controllare la natura dei discorsi religiosi. "Il ruolo del clero non è quello di fare discorsi nelle moschee, ma di diffondere la pace tra l'umanità”, ha dichiarato il presidente in un discorso pronunciato a luglio. Nel del dicembre 2014 davanti alle autorità del più importante ateneo sunnita, il capo dello stato ha dichiarato: "Alla cerimonia dello scorso anno, quando ho affrontato l'idea di una rivoluzione religiosa, non intendevo il termine rivoluzione come violenza, piuttosto volevo rivoluzionare i nostri pensieri in modo da renderli più adattati ai tempi e per migliorare anche l’immagine dell'Islam ". Secondo il presidente, "il problema principale è che non capiamo la nostra religione" e non è possibile accettare quelle persone che abusano dell’Islam per promuovere violenza ed estremismo. 
 

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