L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 11 agosto 2015

Energia pulita, 10 miliardi di dollari investire in ricerca e implementazione un grande passo in avanti, ma gli imbecilli non vogliono vedere oltre il loro naso

Energia: consorzio banche erogherà finanziamento un miliardo di dollari a giacimento azero Shah Deniz
 
Roma, 10 ago 08:08 - (Agenzia Nova)
 
Un consorzio di banche erogheranno un finanziamento di un miliardo di dollari a sostegno del giacimento di gas di Shah Deniz, in Azerbaigian, considerato un progetto cruciale per la sicurezza energetica europea. E’ quanto riferisce un comunicato della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers), che insieme alla Banca asiatica dello sviluppo (Adb) e la Banca di sviluppo del Mar Nero (Bstdb) stanno predisponendo un pacchetto di finanziamenti a sostegno del progetto. Il resto sarà fornito da Bank of China, Ing Bank, Societe Generale e Unicredit Bank Austria, oltre a un’altra banca commerciale, che si unirà al consorzio in una fase successiva. "Lo sviluppo del giacimento di gas porterà il gas verso l'Europa sud-orientale, una regione sostanzialmente dipendente dal carbone e dal gas come unica fonte di approvvigionamento”, si legge nel comunicato della banca. Bers e Adb intendono prestare 250 milioni di dollari ciascuna, mentre la Bstdb erogherà 60 milioni di dollari.

I presidenti di Turchia, Azerbaigian e Georgia, Recep Tayyip Erdogan, Ilham Aliyev e Giorgi Margvelashvili, hanno partecipato il 17 marzo scorso nella città turca di Kars alla cerimonia di inaugurazione dei lavori del gasdotto transanatolico Tanap, il grande progetto per la costruzione di un gasdotto che porterà il gas azero fino alle porte dell’Europa entro i prossimi cinque anni. Erdogan, Aliyev e Margvelashvili hanno premuto un bottone virtuale per dare il via ai lavori, dopo di che è stato posato il primo tubo. "Speriamo che il Tanap sia di beneficio a Turchia, Azerbaigian, Georgia e ai partner europei: stiamo gettando le fondamenta del Tnaap per distribuire il gas naturale in Europa attraverso la Turchia", aveva detto nell’occasione Erdogan.

All’evento era presente anche il commissario europeo Maros Sefcovic, vicepresidente della Commissione e responsabile dell’Unione per l’Energia. Nei giorni precedenti a Kars Sefcovic aveva lanciato, insieme al ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, un nuovo dialogo di alto livello sull’energia tra Ankara e Ue. Il dialogo prevede incontri a livello ministeriale almeno una volta l’anno e include tutti i settori rilevanti dell’energia: gas, elettricità, nucleare, rinnovabili, efficienza energetica e cambiamenti climatici. Il prossimo incontro si terrà quest’anno e vi parteciperà anche il commissario Ue per il Clima e l’Energia, Arias Canete.

Come si legge in un comunicato di Bruxelles, il lancio del Dialogo di alto livello tra Turchia e Ue riflette l'impegno della Commissione europea assunto nel quadro della nuova strategia europea per l'Unione dell'energia. La strategia è stata adottata il 25 febbraio scorso e mira a rafforzare l'integrazione dei ventotto mercati nazionali dell'energia, rendendo l'Europa meno dipendente dall'estero.

Oggi l'Ue importa circa il 53 per cento delle proprie forniture da paesi terzi, con un costo stimato a 400 miliardi di euro all'anno. “Gli ultimi eventi hanno mostrato la posta in gioco: è il momento che l'Unione europea agisca insieme per il lungo termine”, ha affermato il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker. Il piano di Bruxelles si basa su cinque pilastri: sicurezza energetica, mercato interno, efficienza, decarbonizzazione e ricerca e innovazione.

Riguardo al Tanap, invece, la Commissione Ue ha più volte detto che il gasdotto sarà una parte centrale del corridoio meridionale del gas che collegherà i giacimenti della regione del Mar Caspio ai mercati europei: “entro la fine del 2019 – si legge in una nota della Commissione – il Tanap potrà trasportare 16 miliardi di metri cubi di gas in Turchia e in Europa dal giacimento di Shah Deniz II in Azerbaigian, che contiene una delle maggiori riserve di gas al mondo”.

Il gasdotto, lungo 1.850 chilometri, dovrebbe trasportare il gas azero del sito di Shah Deniz II attraverso la Turchia per poi connettersi all’Europa. La capacità iniziale del Tanap sarà di 16 miliardi di metri cubi di gas l’anno, fino ad arrivare gradualmente a 31 miliardi. Circa 6 miliardi rimarranno in Turchia, mentre il resto sarà esportato in Europa. Il gas dovrebbe raggiungere la Turchia nel 2018 e l’Europa nel 2020, una volta costruito il gasdotto transadriatico (Tap) cui sarà collegato il Tanap.

Il Tanap sarà costruito dal confine turco-georgiano alla frontiera della Turchia con Bulgaria e Grecia. La sua costruzione dovrebbe essere completata entro la fine del 2018 per un costo preliminare del gasdotto stimato intorno ai 10 miliardi di dollari. Del consorzio Tanap fanno parte l'azera Socar con il 58 per cento delle quote, la turca Botas con il 30 per cento e la britannica Bp con il 12 per cento. Bp ha siglato ufficialmente la scorsa settimana l’accordo per l’ingresso nel consorzio Tanap. In quell’occasione, il ministro Yildiz ha sottolineato come ora non ci siano più ostacoli politici al progetto. (Res)

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