L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 12 agosto 2015

i Fratelli Musulmani turchi vogliono fortemente vogliono le terre siriane 1°

Medio Oriente: quale partita sta davvero giocando la Turchia in Siria?

    di  .  Scritto  il  12 agosto 2015 

Quale partita sta giocando la Turchia in Siria? Questa la domanda che diversi osservatori si stanno facendo cercando di leggere tra le righe delle dichiarazioni ufficiali, le accuse dei curdi e le posizioni degli altri giocatori coinvolti nello scacchiere siriano.turchiasiriaconfine
Il punto di partenza è la presenza di quasi due milioni di profughi siriani in territorio turco, ma anche la storica opposizione della Turchia ai curdi e alla sola idea che ai suoi confini orientali possa formarsi un’entità statale curda. Troppi sarebbero i rischi per una nazione che al suo interno conta milioni di curdi residenti soprattutto nelle regioni orientali.
Il primo ministro turco, Ahmet Davutoglu, ancora ieri ha insistito che scopo di Ankara è proteggere i civili, garantire la sicurezza dei confini e colpire chiunque – sia il Pkk o l’Isis – minacci il paese. Davutoglu ha anche riaffermato la richiesta di Ankara di una no-fly zone su una parte del territorio siriano.
I curdi stanno nel frattempo accusando Ankara di usare l’Isis come scusa per compromettere le posizione curde e la progressione che i curdi sono stati in grado di esprimere. Stesse accuse sono state espresse dal governo siriano di Damasco. Da più parti è stato poi sottolineato come l’Isis abbia ottenuto rinforzi e altro proprio attraverso le frontiere tra Turchia e Siria.
La Turchia ha anche accusato le grandi potenze e l’Onu di non essere state in grado di fermare la guerra siriana contribuendo così a creare un’emergenza umanitaria che ha avuto effetti soprattutto sui paesi confinanti.
Cos avoglia esattamente la Turchia al di là dei proclami ufficiali è difficile da valutare. Ma il passare dei mesi e la progressiva implosione siriana e di altre parti del Medio oriente daranno prime risposte.

http://atlasweb.it/2015/08/12/medio-oriente-quale-partita-sta-davvero-giocando-la-turchia-in-siria-579.html

Nessun commento:

Posta un commento