L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 12 agosto 2015

Iran e Arabia Saudita, imbecilli di turno, al servizio dei Fratelli Musulmani e del suo alleato gli Stati Uniti

Riad: no a proposta russa di collaborare con Assad contro Isis

Ministro Esteri saudita: presidente siriano deve lasciare

Riad: no a proposta russa di collaborare con Assad contro Isis
Mosca, 11 ago. (askanews) - 

Il capo della diplomazia saudita, Adel al Jubeir, ha respinto oggi a Mosca la proposta russa di dare vita a una grande coalizione contro i jihadisti dello Stato islamico (Isis) in Siria e ha ribadito la necessità di un'uscita di scena del presidente siriano Bashar al-Assad.
Una coalizione a cui "potrebbero eventualmente partecipare il regno dell'Arabia saudita e il governo siriano è esclusa, non rientra nei nostri piani", ha detto al Jubeir nella conferenza stampa congiunta con l'omologo russo Sergei Lavrov. Riad fa "già" parte di una coalizione che lotta contro i "terroristi", ha aggiunto, facendo riferimento alla coalizione internazionale a guida americana contro l'Isis in Siria e Iraq.
A fine giugno, il presidente russo Vladimir Putin ha proposto di dare vita a una grande coalizione contro l'Isis che comprenda in particolare Turchia, Iraq, Arabia Saudita, e l'eesercito siriano. "Non si tratta di formare una coalizione classica con un capo supremo e forze armate che obbediscono - ha spiegato oggi Lavrov - si tratta di coordinare le iniziative di quanti già combattono i terroristi". Ossia gli eserciti di Siria e Iraq, i ribelli siriani, i combattenti curdi, perchè "siano consapevoli della loro principale missione: lottare contro la minaccia terroristica", rimandando "a più avanti il regolamento dei conti tra loro". A differenza dell'Isis, "Bashar al-Assad non minaccia nessun Paese vicino", ha rimarcato Lavrov, invitando "tutti a confrontare le minacce". (segue, fonte Afp)

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